Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 118Fedlex · Rapporto esplicativo
Le imprese che forniscono prestazioni esenti dall’IVA e quelle che non sono assogget tate all’imposta perché realizzano una cifra d’affari annua inferiore a 100 000 franchi non possono dedurre l’IVA che grava sulle loro prestazioni precedenti a titolo di imposta precedente. Sono quindi gravate da una tassa occulta. L’ammontare dell’aumento di questa tassa occulta può essere stimato soltanto in modo approssimativo. In caso di aumento proporzionale delle aliquote IVA di 0,7 punti percentuali (varianti 2 e 3a), si stima che la tassa occulta ammonterebbe a circa 230 milioni di franchi nei settori della formazione, della salute, dello sport e della cultura (tanto nel settore pubblico che in quello privato), esclusi dall’IVA; in caso di aumento proporzionale di 0,9 punti percen tuali (variante 3b), si tratterebbe di circa 290 milioni di franchi (valori riferiti al 2023).
Ripercussioni sui consumatori
Un aumento delle aliquote IVA fa salire i prezzi al consumo, diminuendo così il potere d’acquisto delle economie domestiche private. Queste reagiscono alla riduzione del potere d’acquisto risparmiando meno o riducendo le spese per il consumo. Gli studi sugli effetti sul consumo in caso di aumento dell’IVA nell’area dell’UE esaminati nell’am bito dell’analisi della letteratura scientifica mostrano che, con le riforme considerate, in un primo momento, tra l’annuncio dell’aumento e l’effettiva introduzione, il consumo è cresciuto di una quota compresa tra il 2,2 e il 2,5 per cento. Dopo l’introduzione, si è stimato un calo del consumo dell’1,11–2 per cento, rispetto al livello precedente l’an nuncio, per ogni punto percentuale di IVA modificato. In caso di aumento proporzionale delle aliquote IVA di 0,7 punti percentuali (varianti 2 e 3a) o di 0,9 punti percentuali (variante 3b), per la Svizzera – ipotizzando una ripercussione integrale sui consumatori
– si prevede un aumento dell’IPC di circa lo 0,36 per cento (varianti 2 e 3a) o 0,47 per cento (variante 3b). I prezzi più elevati comporterebbero una minore domanda com plessiva. A parità di condizioni, quale possibile reazione degli operatori economici il volume dei consumi delle economie domestiche e gli investimenti delle imprese potreb bero diminuire, anche se spesso l’annuncio di un aumento dell’IVA comporta un mag gior consumo prima dell’introduzione delle nuove aliquote (in particolare per i beni di consumo di lunga durata quali automobili o frigoriferi).
Anche il modello di simulazione prevede per la Svizzera, rispetto all’evoluzione attesa senza aumento dell’IVA, un calo temporaneo del consumo nell’economia nel suo com plesso. Si stima che, in caso di aumento di 0,7 punti percentuali (varianti 2 e 3a) o 0,9 punti percentuali (variante 3b), nei primi tre anni il consumo subirebbe una fles sione fino allo 0,22 per cento (varianti 2 e 3a) o allo 0,28 per cento. Successivamente, questo calo si ridurrebbe per effetto della compensazione del rincaro attuato nell’ambito delle trattative salariali, cosicché a dieci anni dall’aumento il livello dei consumi torne rebbe ad attestarsi su quello atteso senza alcun adeguamento dell’IVA.
Ripercussioni sull’economia nel suo complesso
I consumi rappresentano una base imponibile ampia e stabile che conferisce all’IVA un alto potenziale di entrate fiscali con una distorsione economica relativamente limitata. I risultati dell’analisi della letteratura scientifica confermano questa valutazione. Da uno studio empirico che confronta le ripercussioni delle imposte in alcuni Paesi dell’OCSE emerge che un aumento dell’IVA frena la crescita del PIL pro capite molto meno rispetto