Rapporto esplicativo
Consultazione 2026/45: Revisione della legge federale sull’assicurazione per la vecchiaia e per i superstiti (AVS 2030) · 163 pagine
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5.4.1.2 Aumento del tasso di contribuzione
Per confrontare al meglio le ripercussioni di un aumento del tasso di contribuzione AVS con quelle di un aumento dell’IVA, la maggior parte delle ripercussioni attese viene dapprima illustrata isolatamente qui di seguito. Successivamente, al numero 5.4.1.3 vengono riepilogate le stime sulle ripercussioni attese in caso di aumento simultaneo di entrambi gli elementi secondo la variante 3a.
Ripercussioni sulle imprese
Le imprese sarebbero interessate direttamente, nella loro veste di soggetti tenuti a pa gare i contributi, come pure indirettamente, a causa delle variazioni della domanda e degli effetti sul mercato del lavoro (v. spiegazioni successive relative alle ripercussioni sull’economia). Al 31 dicembre 2024, secondo la statistica delle casse di compensa zione erano affiliati a una cassa di compensazione 563 313 datori di lavoro e 428 219 lavoratori indipendenti. Questi ultimi pagano i contributi in qualità di lavoratori indipendenti soltanto se nell’anno in questione hanno conseguito un reddito. In caso di aumento del tasso di contribuzione di 0,2 punti percentuali secondo la variante 3b, i contributi dei datori di lavoro aumenterebbero di 0,1 punti percentuali, il che farebbe crescere gli oneri salariali accessori per le imprese. Teoricamente le imprese potreb bero reagire a questi oneri più elevati ripercuotendoli sui salari dei lavoratori, aumen tando i prezzi dei propri prodotti o riducendo la domanda di lavoro. Dai risultati empirici dell’analisi della letteratura scientifica emerge che di regola gli aumenti vengono riper cossi sui lavoratori attraverso un’evoluzione dei salari reali più cauta. Le analisi degli effetti sull’occupazione forniscono risultati contrastanti: alcuni studi rilevano un calo dell’impiego, mentre altri non riescono a individuare ripercussioni di alcun tipo. Alla luce dell’elevata flessibilità del mercato del lavoro, dall’analisi della letteratura scientifica si giunge alla conclusione che le imprese in Svizzera dovrebbero riuscire a ripercuotere integralmente sui lavoratori i contributi paritetici più elevati; non vi è tuttavia da atten dersi un calo dell’occupazione, almeno a breve e medio termine. Nel modello di simu lazione, sulla base di uno studio di Melguizo und González-Páramo, si ipotizza invece l’impossibilità di una ripercussione integrale in Svizzera: i datori di lavoro assumereb bero la totalità del proprio contributo il primo anno dopo l’aumento, per poi però riper cuotere sui salari dei lavoratori il 50 per cento il secondo anno e il 70 per cento il terzo anno. Nel modello, inoltre, la domanda di lavoro registra una diminuzione. La parte dell’onere supplementare non ripercuotibile sarebbe compensata da una ridu zione degli investimenti infrastrutturali, analogamente a quanto previsto dal modello relativo all’aumento dell’IVA. Per quanto concerne i lavoratori indipendenti, si presup pone che risparmierebbero inizialmente il 65 per cento delle spese supplementari sui consumi o sui risparmi privati e il 35 per cento sugli investimenti effettuati. Analoga mente ai datori di lavoro, dal terzo anno dopo l’aumento, gli indipendenti ripercuotereb bero il 70 per cento dell’aumento dei contributi. Poiché i lavoratori indipendenti non hanno dipendenti, questa ripercussione avverrebbe però non sui salari reali dei dipen denti bensì sui prezzi dei prodotti.
Come l’aumento delle aliquote IVA, anche la modifica del tasso di contribuzione AVS cagionerebbe spese amministrative una tantum per le imprese. Si tratterebbe di spese