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Vernehmlassung 2002/17: Vereinheitlichung des Zivilprozessrechts (Schaffung einer gesamtschweizerischen Zivilprozessordnung) · 956 Seiten

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249). Recentemente il tribunale federale ha aggiunto che si tratta di un principio dedotto dalla buona fede processuale (DTF 27.5.2003 - 4P.267-270/2002).

Questo cpv. 6 sembra andare ancora oltre, poiché non si accontenta di menzionare il diritto di essere sentiti e l'uguaglianza tra le parti, ma fa riferimento a tutte "le violazioni di regole di procedura...pena la perenzione". In realtà, non si può ricorrere al giudice statale contro ogni violazione di regole di procedura, bensì unicamente contro quelle violazioni che rientrano nelle previsioni dell'art. 378 CPCF. Sarebbe dunque stato più corretto di formulare questo cpv. chiarificandone meglio i limiti.

Organisationen / Organisations / Organizzazioni

ASA: A titre de modification rédactionnelle, l’alinéa 6 serait mieux formulé comme

suit:

Toute violation des règles de procédure doit être invoquée immédiatement sous peine de forclusion.

Art. 364

Kantone / Cantons / Cantoni

BE: In Bezug auf die Ansetzung einer Klagefrist gemäss Abs. 5 wird auf die Bemer-

kungen zu Art. 278 Abs. 3 VE verwiesen.

TI: Cpv. 1: Questa regola sostituisce l'art. 26 Conc. che riservava al solo giudice

Statale la competenza per ordinare delle misure provvisionali. Il progetto conduce dunque al risultato (assai auspicabile) di allineare anche su questo punto l'arbitrato nazionale a quello internazionale (art. 183 LDIP).

In questo sforzo va però compresa anche la terminologia utilizzata in queste due norme, che va anch'essa unificata (mentre ora il progetto parlae di "misure provvisionali, comprese quelle per assicurare i mezzi di prova" e l'art. 183 LDIP di "provvedimenti cautelari o conservativi".

Questa competenza concorrente tra giudice statale e arbitro crea naturalmente un problema di litispendenza, che non è risolte in questo articolo né all'art. 362 CPCF.

Cpv. 2: Ancora una volta è stata adottata una differente terminologia tra il CPCF e la LDIP, ciò che non è consigliabile, visto che l'istituto è il medesimo.

Bisognerebbe pure meglio specificare che "prende le disposizioni necessarie" non significa che il giudice statale adotti delle misure provvisionali proprie, ma piuttosto che deve adottare i meccanismi (ad es. l'art. 292 CPS) che secondo il suo proprio diritto applicabile permettono di eseguire la misura provvisionale decisa dal Tribunale arbitrale.

La norma è silente su chi sia questo tribunale statale competente, per cui occorre dedurne che si applicano le regole generali di competenze previste nel CPCF. In particolare questo articolo non prevede alcun foro alla sede del tribunale.

Cpv. 4: Nel suo principio questo articolo riprende i precetti validi per i giudici statali (art. 278 CPCF), ma aggiunge le possibilità di avanzare la pretesa in questione nel quadro della procedura arbitrale pendente. E' sicuramente