Rapporto sui risultati
Consultazione 2003/130: Progetto di legge sull'informazione dei consumatori (LIC), revisione parziale · 6 pagine
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fossero tenuti a informare nelle tre lingue ufficiali svizzere. Esse si schierano a favore di un rafforzamento della protezione contro gli inganni, sia dal punto di vista della LCSl che della LDerr, e chiedono che la possibilità di agire della Confederazione secondo la LCSl sia ulteriormente estesa.
3.5 Commissioni
La Commissione federale del consumo conferma la necessità di rivedere la LIC e sostiene il progetto sottoposto, nonostante disapprovi la rinuncia a una legge generale. Essa ritiene indispensabile sostituire il sistema che prevale attualmente in materia di informazione dei consumatori sui beni e sui servizi e insiste affinché la revisione della LIC avvenga parallelamente alle modifiche delle leggi federali proposte dal progetto di revisione. La Commissione accoglie favorevolmente sia la regolamentazione delle condizioni generali nel CO, di cui apprezza il carattere generale, sia le modifiche della LCSl e della LDerr volte a un rafforzamento della protezione contro gli inganni.
La Commissione federale della concorrenza chiede di tener conto del principio di Cassis de Dijon tanto nell'interpretazione quanto nell'applicazione della LIC. Essa approva l'eliminazione dell'esigenza di informazione nelle lingue ufficiali svizzere e chiede che si rinunci a pretendere che le dichiarazioni estere siano paragonabili a quelle svizzere. Il rapporto esplicativo dovrebbe chiarire espressamente questo punto.
Il Forum PMI disapprova la formulazione molto ampia della legge poiché non consente di identificare le misure concrete che le imprese dovranno prendere per poter adempiere i loro obblighi di informare il consumatore. L'analisi delle ripercussioni economiche non gli sembra sufficientemente dettagliata. Esso ritiene indispensabile sottoporre la futura ordinanza d'esecuzione della legge a un test di compatibilità PMI e ad una consultazione di tutte le cerchie interessate.
3.6 Associazioni mantello dell'economia
Economiesuisse respinge il progetto di revisione poiché lo considera inutile oltre che fonte di incertezza giuridica e dannoso per l'economia. Essa chiede di colmare eventuali lacune in materia di informazione dei consumatori nella legislazione settoriale e di eliminare parallelamente le regolamentazioni inutili che ostacolano il commercio e comportano di conseguenza una tendenza al rialzo dei prezzi.
La sic svizzera, pur dispiacendosi del fatto che sia stata abbandonata l'idea di una legge quadro, si mostra soddisfatta dei miglioramenti apportati. Li considera tuttavia incompleti e chiede che vengano colmate anche le altre lacune in materia di protezione dei consumatori, soprattutto nel settore della sicurezza dei prodotti. Questa società attribuisce grande importanza alle condizioni quadro che reggono l'impiego dei redditi ed è pertanto sensibile alle questioni relative all'informazione e alla protezione dei consumatori, che sono alla base delle decisioni dei consumatori circa i loro acquisti.
Secondo SwissBanking la revisione della LIC è inutile poiché la legislazione esistente offre elementi sufficienti per tener conto degli interessi dei consumatori. SwissBanking si oppone fermamente alle lesioni dei principi fondamentali del diritto dei contratti come quella rappresentata dalla regolamentazione delle condizioni generali. Essa ritiene che la tendenza a criminalizzare fattispecie rientranti nella sfera del diritto civile e l'introduzione di un diritto generale di revoca siano quantomeno inopportuni.
L'USC accoglie favorevolmente le modifiche essenziali apportate dal progetto di revisione rispetto all'avamprogetto precedentemente posto in consultazione. Essa insiste sull'importanza e sull'urgenza di una regolamentazione delle condizioni generali. Sottolinea inoltre che in ambito