Rapporto sui risultati
Consultazione 2003/205: Pacchetto di ordinanze del nuovo diritto in materia di prodotti chimici · 98 pagine
Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 15Fedlex · Rapporto sui risultati
EAWAG teme che a causa del previsto insediamento dell’ON comune presso l’UFSP la valutazione sia incentrata su aspetti di carattere sanitario, per cui occorre garantire che vengano sempre interpellati anche gli altri uffici interessati. Anche GP e WWF temono che con l’insediamento dell’ON presso l’UFSP gli aspetti sanitari prevalgano unilateralmente su quelli ambientali; è perciò necessario operare una maggiore integrazione dell’UFAFP.
Swissgranum afferma che in ogni caso occorre controllare che i SV non abusino del loro "diritto di veto" provocando blocchi. SPIA, USC, SOV e SVLT criticano la poca chiarezza circa il potere decisionale del comitato di direzione in caso di divergenze (ad es. UFAFP, UFAG). Anche AgorA e IFELV fanno notare che, di fatto, i SV hanno diritto di veto, ma non si chiarisce in che modo il comitato di direzione possa decidere in caso di posizioni diversificate. È indispensabile che l’ON abbia un massimo di competenze e che i compiti dei SV si limitino rigorosamente agli aspetti scientifici. Prométerre è del parere che l’ON debba avere potere decisionale se si vuole che il sistema funzioni anche in caso di opinione discordante da parte dei SV. Chiaramente questi ultimi dovrebbero essere subordinati all’ON. Secondo Prométerre e AgorA, l’ON deve avere più competenze nel campo del ”coordinamento del controllo di mercato” con i Cantoni. In linea di massima, LPS afferma che sia l’ON che i SV avrebbero meritato una definizione più chiara dei rispettivi compiti e rispettive responsabilità.
In relazione alle sinergie che con la nuova struttura organizzativa integrale andrebbero ancora più sfruttate, UPSA, ecoswiss, SGCI, swissmem e VSLF sollevano questioni relative alla “sicurezza sul posto di lavoro”. Per SGCI e VSLF, le questioni della sicurezza sul posto di lavoro non devono necessariamente essere disgiunte dalla valutazione tossicologica generale. Questi compiti, comunque, potrebbero essere riuniti in un unico servizio di valutazione. Per UPSA, ecoswiss e swissmem, a causa dei metodi di valutazione disponibili, non è più necessario che le questioni della sicurezza sul posto di lavoro siano ancora trattate separatamente da un SV all’interno del Seco. È anche possibile integrare questa fase nella valutazione tossicologica da parte del SV UFSP. Riguardo alla tutela dei lavoratori, l’INSAI chiede che il servizio di valutazione dei prodotti chimici, se considerato necessario, sia integrato nel reparto sicurezza del lavoro dell’INSAI. L’INSAI dispone di un grande bagaglio di esperienze e di una competenza tecnica riconosciuta in questo campo, soprattutto sul posto, ovvero nelle imprese in cui i prodotti chimici vengono utilizzati sul posto di lavoro. Sicuramente le sinergie realizzate miglioreranno l’efficienza e abbatteranno i costi. GBI e USS sostengono che un’efficace tutela dei lavoratori non può prescindere da un’esecuzione efficace e sistematica delle norme di legge. Per USS occorre in particolare garantire la reciproca informazione e il coordinamento tra gli organi d’esecuzione della legge sul lavoro e quelli della legge sui prodotti chimici. Per evitare lacune a livello di esecuzione nel campo della tutela dei lavoratori e dell’utilizzo dei prodotti chimici, SVAAA e ZH ritengono sia necessario modificare i fondamenti del diritto del lavoro e della legislazione infortunistica.
La ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni è menzionata in numerosi pareri e, in particolare, in quelli espressi dai Cantoni. AfA NW, EKK, SGCI, SSI e TG approvano o giudicano positivamente la prevista ripartizione di compiti tra Confederazione (compiti centrali) e Cantoni (sorveglianza del mercato). SGCI approva che il controllo del mercato continui ad essere un compito esecutivo essenziale riservato ai Cantoni, ma fa notare che le ordinanze integrali conferiranno una maggiore importanza alla collaborazione tra la Confederazione e i Cantoni e tra i diversi servizi cantonali.
In parte, i Cantoni criticano duramente la prevista ripartizione dei compiti, in particolare per quanto concerne la verifica del controllo autonomo. Per AG, BS, SG, ZG e ACCS, la ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni presenta gravi lacune e va rivista. In particolare, la verifica della classificazione, l’etichettatura e le schede di dati di sicurezza per quanto concerne i preparati sono compiti affini per motivi di efficienza e devono essere eseguiti dai Cantoni. È indubbio che in questo settore così tecnico l’esecuzione debba essere un compito congiunto di Confederazione e Cantoni ma, per AG, BS, ZG e ACCS, le competenze andrebbero adeguatamente disciplinate. La soluzione scelta comporta costi aggiuntivi per la Confederazione, per i Cantoni e per l’industria. UR considera inidonea la strategia d’esecuzione proposta nei settori citati. Anche LU, SZ, TI, ZH come pure SSIV e UK ritengono che la ripartizione proposta tra Confederazione e Cantoni non sia adeguata ai fini di un efficace controllo del mercato. Per SZ e UK, la Confederazione non è in grado di adempiere nei Cantoni compiti che le autorità d’esecuzione possono affrontare meglio in prima linea. Per BE e BD ZH, la ripartizione dei compiti non è adeguata, soprattutto per quanto concerne la "verifica del controllo autonomo" e, secondo BE, potrebbe generare doppioni. Anche per SO, la mancanza di chiarezza per quanto concerne i punti di contatto e le competenze porterebbe a doppioni e incertezze esecutive.
Anche GP, SKS e WWF criticano la prevista ripartizione dei compiti tra Confederazione e Cantoni. Per GP e WWF, in questo campo è assolutamente necessario emanare leggi più differenziate, in quanto il meccanismo della verifica dei dati rilevati mediante il controllo autonomo non sarebbe sufficientemente disciplinato. Anche per SKS, la ripartizione dei compiti in questo delicato settore va rivista ancora una volta. Per SGCI, invece, è importante che i SV della Confederazione verifichino il controllo autonomo delle imprese per garantire criteri di valutazione unitari. Anche per NE, è possibile armonizzare le valutazioni solo con l’impostazione centrale ora proposta.