Rapporto sui risultati

Consultazione 2003/205: Pacchetto di ordinanze del nuovo diritto in materia di prodotti chimici · 98 pagine

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4 Commenti ai temi intersettoriali (nel dettaglio)

4.1 Commenti su qualità, struttura e aspetti formali del pacchetto di consultazione

Diverse organizzazioni consultate si sono espresse quasi esclusivamente o in maniera più estesa sulla qualità del pacchetto nel suo insieme. Ad esempio, il presente pacchetto di ordinanze viene valutato in modo positivo nel suo insieme da EKK, FKS, FSHBZ, photosuisse, Sika, SSI, SVIAL, Swiss Tabac, ASIR, VSSM e comco, mentre ML lo approva senza eccezioni. Per econom, il progetto di legge contribuisce nel complesso a rivitalizzare e a rafforzare la piazza economica svizzera. Per FKS, il pacchetto di ordinanze porta a “un’unificazione a livello europeo del diritto in materia di prodotti chimici con ripercussioni positive sulla Svizzera”. EKK e SKS sono soddisfatte dei miglioramenti che il pacchetto apporta a livello di tutela dei consumatori e dell’ambiente. In linea di massima, SSIC approva la semplificazione del diritto in materia di prodotti chimici e la maggiore importanza attribuita alla responsabilizzazione. EAWAG sottolinea che, in generale, i presenti avamprogetti di ordinanza fanno un’ottima impressione.

EIO, invece, propone di cancellare l’intero pacchetto, perché non ritiene urgente modificare lo status quo giuridico in questa materia. USPV deplora l’inasprimento dei requisiti e la complessità di certe procedure e della struttura complessiva del pacchetto, ma al tempo stesso approva nell’insieme l’armonizzazione con il vigente diritto CE. La struttura integrale degli avamprogetti di ordinanza è stata valutata positivamente in quasi tutti i pareri pervenuti a questo riguardo. Sia le associazioni e le organizzazioni consultate appartenenti al mondo economico (ACIMA, UPSA, ecoswiss, UP, KVS, Lonza, Pharma, SGCI, swissmem, TVS, FSD, VSLF, VSSI e VSSM), sia numerosi Cantoni (AI, AR, BL, BS, GL, GR, NE, Afa NW, SH, SO, SZ, TG e ZH) come pure EAWAG, SSIV e UK si dicono favorevoli al fatto che negli avamprogetti di ordinanza siano disciplinati in maniera integrale aspetti rilevanti sia per la salute sia per l’ambiente.

EAWAG ritiene che l’avere istituito un nesso a livello di ordinanza tra la tutela dell’ambiente e la tutela della salute rappresenti nel complesso un passo avanti. Per SSI, riunire i diversi obiettivi di tutela in un unico pacchetto di ordinanze migliora la trasparenza. BL sottolinea che la struttura suggerita corrisponde alla proposta formulata dal Consiglio federale nel Messaggio sulla LPChim per la creazione di un diritto integrale. Dal punto di vista degli utilizzatori, VSSM suggerisce in particolare di perseguire l’unificazione addirittura a livello di legge a medio o lungo termine. EKK, invece, apprezza che, in virtù della struttura scelta, la tutela della salute e la tutela ambientale continuino ad essere disciplinate separatamente a livello di legge. Per aefu, in linea di massima, si tratta di sapere se con un pacchetto di ordinanze di questa portata sia possibile istituire il diritto integrale perseguito. VD deplora che la tutela dei lavoratori non rientri nel campo d’applicazione dell’OPChim. Per GE, le sostanze pericolose per l’ambiente avrebbero dovuto essere contemplate già nella LPChim. La soluzione attuale sarebbe poco soddisfacente e complicherebbe l’applicazione. Perciò, GE preferirebbe che fosse mantenuta l’OSost, che si fonda solo sulla LPAmb.

Diverse associazioni e organizzazioni consultate appartenenti al mondo economico (ACIMA, Ciba, ecoswiss, SGCI, SKW, SRF, Swissmem, FSD e VSLF) chiedono che la terminologia all’interno del progetto PARCHEM sia interamente unificata. Anche AgorA e IFELV domandano una maggiore coerenza tra un testo e l’altro. ASIR afferma che nel frattempo la legislazione svizzera in materia di protezione dell’ambiente ha assunto dimensioni tali da rivelare già sin d’ora ampie incongruenze a livello terminologico. ASIR chiede quindi di utilizzare termini assolutamente identici. Ad esempio, il termine "pericoloso" contenuto nell’OPChim andrebbe coordinato con la futura ordinanza sul traffico dei rifiuti e con i relativi atti legislativi concernenti il trasporto di merci pericolose su strada o rotaia.

Per quanto concerne la facilità di accesso per i destinatari (PMI, utilizzatori di prodotti chimici) e la certezza del diritto, secondo SGCI, Swissmem, FSD e VSLF le ordinanze andrebbero ulteriormente migliorate. In riferimento ai numerosi rimandi, parecchie organizzazioni consultate (AgorA, SPIA, IFELV, USC e SVLT) suggeriscono in particolare che la Confederazione semplifichi e coordini in modo ottimale gli svariati e complicati nessi tra i testi delle ordinanze. UDC si domanda se con rimandi trasversali molto complessi e difficilmente comprensibili si possa garantire la certezza del diritto. AR, GL, LU, SO e SSIV chiedono che le prescrizioni concernenti le persone vengano unificate e riunite in un unico atto legislativo. AR, LU e SO criticano la ripartizione tra più articoli e ordinanze (art. 67 OPChim, art. 5 ORRPChim, allegato 1.10 ORRPChim) che non ne garantisce la comprensibilità e la leggibilità.

Secondo ACIMA SGCI, VSLF, TVS, ecoswiss, le aziende devono poter fare affidamento, per quanto riguarda l’attuazione, sulla documentazione del diritto vigente. Non si può pretendere che l’utilizzatore debba cercare gli atti giuridici CE consolidati solamente sulla base di un rimando. Le norme dovrebbero essere sempre disponibili e, in particolare, dovrebbero poter essere richiamate per via elettronica. Anche SKW chiede che gli atti legislativi CE ripresi mediante rimando possano essere richiamati mediante link per lo meno sulla homepage dell’Amministrazione federale. Per PPD, tutti gli atti legislativi validi in Svizzera devono poter essere reperiti con facilità. Coop chiede di riprendere integralmente nel diritto svizzero i testi rilevanti tratti dalle norme CE, perché