Rapporto sui risultati
Consultazione 2004/83: Revisione dell'ordinanza sui lavoratori distaccati in Svizzera (ODist) · 9 pagine
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Rapporto sui risultati dell’indagine conoscitiva
Confederazione. L’AUSL, BE, GE, VS, LU, TG, AR, ZH, FR e BS propongono inoltre di aumentare a tre il numero di rappresentanti dei Cantoni a scapito del numero di rappresentanti della Confederazione.
Per quanto riguarda le associazioni, la proposta è pure appoggiata dal Centre patronal, dalla Società Svizzera degli Impresari-Costruttori, da Hotel & Gastro Union e dalla FER. La FER chiede che anche in futuro la Svizzera romanda sia rappresentata nella CT della Confederazione e che la riduzione sia applicata solo dal 2011. Anche la Società Svizzera degli Impresari-Costruttori propone di aumentare a tre il numero di rappresentanti dei Cantoni a scapito di quelli della Confederazione.
La proposta della riduzione è respinta dalle associazioni interessate, ossia l’USS, Travail.Suisse, l’Unione svizzera degli imprenditori, l’Unione svizzera delle arti e mestieri, SIC Svizzera e l’Unione Svizzera dei Contadini, nonché dal Canton BL. Essi sostengono che riducendo il numero di membri si renderebbe più difficile il lavoro della commissione. Affermano inoltre che tale riduzione impedirebbe di avere una rappresentanza equilibrata degli interlocutori sociali e dei settori nella commissione, il che risulterebbe dannoso per una prassi consolidata a livello esecutivo. Secondo l’USS e Travail.Suisse, la CT non può essere paragonata a un’altra Commissione extraparlamentare; essa corrisponde piuttosto alla Commissione di sorveglianza per il fondo di compensazione dell’assicurazione contro la disoccupazione. L'Unione svizzera degli imprenditori chiede inoltre che il numero attuale dei membri sia mantenuto almeno fino alla fine del periodo amministrativo in corso (fine 2011).
3.2.4 Art. 16e
L’AUSL e molti Cantoni, ossia OW, NW, AI, GR, SH, SG, ZG, GL, BL, SO (numero minimo), VD, VS, LU, TG (aumento), AR, GL, ZH, SZ (numero minimo; aumento da riconsiderare con spirito critico), UR, JU, FR, BS, respingono decisamente entrambe le proposte, ossia l’aumento del numero di controlli e la fissazione di un numero minimo. SO e SZ si oppone soltanto al numero minimo, TG soltanto all’aumento del numero di controlli. Unicamente GE, TI (aumento) e SO (aumento del 10 %) condividono interamente o parzialmente la proposta.
Il principale argomento addotto contro un aumento del numero di controlli è il conseguente incremento dei controlli multipli effettuati in loco, in particolare nei Cantoni in cui vi sono meno lavoratori distaccati o nei territori in cui vi sono molti contratti collettivi di lavoro di obbligatorietà generale (AUSL, AR, BS e GR). FR e VD sottolineano che il numero di lavoratori stranieri sta diminuendo e che, inoltre, il numero minimo proposto di 27 000 controlli è già stato superato di circa 1 000 controlli nel 2008.
Secondo i Cantoni, considerato che le misure d’accompagnamento si sono già rivelate efficaci e che non è stato constatato alcun peggioramento delle condizioni lavorative e salariali, l'aumento dei controlli non è necessario. Essi ritengono importante poter mantenere la necessaria flessibilità e un margine di manovra nella determinazione delle priorità, in modo da tener conto delle specificità cantonali in materia di mercato del lavoro e struttura economica. Inoltre, l’aumento del numero di controlli implicherebbe notevoli costi aggiuntivi. Considerata l’attuale situazione economica, non sarebbe possibile effettuare stime sull’evoluzione del mercato del lavoro, per cui un aumento del 20 per cento del numero di controlli sarebbe inopportuno. Si lamenta inoltre che, fissando nell’ordinanza un numero di controlli da effettuare, un adeguamento all’andamento economico sarebbe possibile soltanto modificando l’ordinanza.
I Cantoni AR e AI chiedono che venga attribuita maggiore importanza alla qualità piuttosto che alla quantità. L’efficacia delle misure d’accompagnamento non dipende dal numero di controlli ma dal numero di sanzioni. Il Canton AR ritiene che l’aumento del numero di controlli non implichi necessariamente un aumento proporzionale del numero di sanzioni e, quindi, un miglioramento dell’efficacia.
L’AUSL e il Canton BL considerano il calcolo del numero di controlli da effettuare non come un obiettivo quantitativo imperativo, ma come un modello di calcolo a cui confrontare le