Rapporto Legge

Consultazione 2005/35: Articolo costituzionale e legge relativa alla ricerca sull'essere umano · 130 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 31Fedlex · Rapporto esplicativo

1.3.4 Ricerca sui cadaveri

1.3.4.1 Introduzione

Questa ricerca permette di acquisire dati terapeutici, diagnostici o epidemiologici che verranno in seguito elaborati per curare gli ammalati. Gli esempi qui di seguito illustrano questo tipo di ricerca e i suoi obiettivi.

1.3.4.2 Settori di ricerca Immaginografia

Al fine di ottimizzare i metodi immaginografici si effettuano studi sui cadaveri, nell’ambito dei quali si confrontano le immagini tomografiche computerizzate ottenute dalla risonanza magnetica con le effettive peculiarità anatomiche43.

Ricerca sulle tecniche operatorie e diagnostiche

Considerato che l’applicazione su persone viventi di nuove metodologie operative comporta rischi elevati, per principio le nuove tecniche vanno dapprima sperimentate e perfezionate sui cadaveri o su parti di essi, come avviene, per esempio, per le operazioni supportate dal computer e per le nuove tecniche diagnostiche44.

Ricerca sulle causa di malattia o di decesso

I cadaveri permettono inoltre di ricercare le cause della malattia e del decesso. Esempio: nei Paesi dell’Europa occidentale la sindrome della morte improvvisa (Sudden Infant Death Syndrome; SIDS) è la causa più frequente di decesso tra i neonati. La morte subentra inaspettatamente durante il sonno e di solito nemmeno l’autopsia permette di individuarne le cause con precisione. Oltre ai rilevamenti mediante questionario, la ricerca nel campo della SIDS si fonda in buona parte sulle analisi post-mortem dei bambini.

Ricerca sulle persone decedute sottoposte a respirazione artificiale («morti cerebrali45»)

Questa ricerca si concentra tra l’altro sulla diagnosi della «morte cerebrale»46 e sulla conservazione della qualità degli organi, che include la prevenzione di infiammazioni, la salvaguardia della qualità del sangue o il miglioramento del bilancio energetico47. Anche la neurologia pratica ricerche sui «morti cerebrali»: studi condotti sul midollo spinale hanno, per esempio, permesso di capire meglio i meccanismi di riparazione funzionali e strutturali del sistema nervoso centrale48, tanto che le nuove conoscenze acquisite sulla cosiddetta «neurogenesi» sono

43 Cfr. Ackerman MJ, Yoo T, Jenkins D, From data to knowledge – The Visible Human Project continues, in: Medinfo 10, 2001, pagg. 887–890.

44 Cfr. Witte H, Kozianka J, Das Erlernen und Optimieren minimal-invasiver Operationsverfahren am menschlichen Leichnam, in: Der Chirurg, 1999, pagg. 923-928; Herzog C, Schwarz WV, Robot-assisted spinal interventions in multislice-spiral-CT. First experiences in soft-tissue phantoms and human copses, in: Radiology, 221 Suppl., 2001, pagg. 341seg.

45 Il concetto attualmente in uso di «morte cerebrale» lascia erroneamente supporre che in questo stadio sia morto solo il cervello e che esistano pertanto diverse forme di morte. Sarebbe più corretto parlare di «cessazione completa e irreversibile di tutte le funzioni del cervello». Per questa ragione il concetto di «morte cerebrale» è usato tra virgolette.

46 Cfr. Stocker R, Maintenance of integrity of organ function in potential organ donors, in: Schweizerische medizinische Wochenschrift 127, 1997, 24, pagg. 1044-1050.

47 Cfr. Venkataraman R, Song MC. u.a., Hemoadsorption to improve organ recovery from brain-dead organ donors. A novel therapy for a novel indication? in: Blood purification 22 (2004), 1, pagg. 143-149.

48 Cfr. Schalow G, Zach G A, Reorganization of the human CNS – Neurophysiologic measurements on the coordination dynamics of the lesioned human brain and spinal cord, in: General physiology and Biophysics 19 (2000) Suppl. 1, pagg. 11 segg.