Rapporto Legge

Consultazione 2005/35: Articolo costituzionale e legge relativa alla ricerca sull'essere umano · 130 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 34Fedlex · Rapporto esplicativo

Dal punto di vista etico, la ricerca sull’uomo solleva domande fondamentali. Ci si chiede, ad esempio, se la strumentalizzazione di un essere umano a fini scientifici è giustificata o no54. Sorgono interrogativi che impongono una riflessione accurata, per esempio, sulla portata dei rischi e dei carichi psico-fisici per il soggetto interessato. Per rispondere a tali interrogativi ci si appella di solito ai quattro principi classici della bioetica55, segnatamente autonomia (cfr. cifra 1.4.2.1), giustizia (cfr. cifra 1.4.2.2), non maleficenza e beneficialità (cfr. cifra 1.4.2.3). I quattro principi si reggono su tradizioni di pensiero diverse e, come nel caso della non maleficenza, risalgono alle origini del giuramento di Ippocrate. Tra i singoli principi possono anche sorgere conflitti, in particolare tra l’autonomia e la beneficialità, per esempio quando la decisione dell’ammalato non coincide con le raccomandazioni del medico curante o del ricercatore. In tal caso, prevale l’autodeterminazione dell’ammalato.

1.4.2.1 Il principio etico dell’autonomia

L’essere umano non deve mai servire quale mezzo per raggiungere un fine (divieto di strumentalizzazione). Tutti i progetti di ricerca sono pertanto vincolati al principio secondo cui gli interessi, i diritti e il bene dell’individuo prevalgono sugli interessi della comunità e della scienza. Da qui nasce la condizione dell’autonomia, ossia di un consenso volontario e informato quale presupposto fondamentale per la liceità, ad esempio, di un intervento medico in generale o di un progetto di ricerca in particolare. L’informazione che precede il consenso deve soddisfare requisiti molto severi, dato che la persona che si sottopone alla sperimentazione può capire la portata e l’importanza di una ricerca e prendere una decisione autonoma solo se dispone di informazioni esaurienti56.

Per principio, tutte le persone che si mettono a disposizione per un progetto di ricerca sono vulnerabili e necessitano di protezione. Dal punto di vista etico, le persone che non capiscono o non sono in grado di valutare appieno lo scopo, l’utilità e i rischi di uno studio e, di riflesso, sono incapaci di prendere una decisione con piena cognizione di causa, sono considerate particolarmente bisognose di protezione data la loro particolare vulnerabilità. La sostenibilità etica di una ricerca condotta con persone incapaci di discernimento è oggetto di accese discussioni, soprattutto se dalla ricerca non ci si attende un beneficio diretto e la strumentalizzazione della persona non può essere giustificata adducendo il principio della beneficialità. Si parla qui di «dilemma etico»: da un canto vige un divieto alla strumentalizzazione, ossia il divieto di sottoporre una persona senza il suo consenso a un provvedimento a favore di terzi che non rientra anche nel suo interesse. D’altro canto, la convinzione etica sostiene l’ammissibilità di un’esposizione a rischi esigui se ciò aumenta sensibilmente le possibilità di guarigione di altri pazienti57.

Gli uni sostengono che la ricerca su persone incapaci di discernimento non è eticamente sostenibile, dato che vige un divieto di strumentalizzazione e gli interessati non possono esprimere personalmente i loro interessi e la loro volontà58. Gli altri ribattono che l’esclusione dalla ricerca di tali persone è inaccettabile perché discriminante nei loro confronti e ritengono

54 Cfr. Maio G: Ethik der Forschung am Menschen, Stoccarda 2002, in particolare capitolo 8.

55 Beauchamp T, Childress J: Principles of Biomedical Ethics, New York, 1994.

56 Cfr. Heubel F: Humanexperimente, in: Düwell M, Steigleder K (Ed.): Bioethik - Eine Einführung, Francoforte sul Meno, 2003, pagg. 323-332, qui: pag. 327.

57 Michael N, Forschung an Minderjährigen - Verfassungsrechtliche Grenzen, Springer Verlag, 2003, pag. 6

58 Cfr. Heubel F, Humanexperimente, in: Düwell M, Steigleder K (Hrsg.), Bioethik – Eine Einführung, Francoforte sul Meno, 2003, pag. 331.