Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/36: Legge federale sulla sicurezza dei prodotti (LSPro) · 10 pagine
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imprese (PMI). Per questa ragione, alcuni partecipanti alla procedura di consultazione hanno proposto una modifica di determinate disposizioni o una radicale rielaborazione del progetto (economiesuisse e UPS).
Più in particolare, sei partecipanti alla consultazione chiedono una rielaborazione radicale del progetto; nove propongono di rinunciare alla revisione della legge.
25 Cantoni condividono globalmente il progetto di revisione proposto, soprattutto perché consente un'armonizzazione con le prescrizioni europee. Le modifiche e le limitazioni proposte sono riconducibili all'importanza, per i Cantoni, di assicurare che la legge e le relative disposizioni esecutive siano compatibili con le esigenze delle PMI, e non impongano a queste ultime un inutile onere lavorativo supplementare.
SG respinge la revisione proposta, ritenendo che per le aziende commerciali, in particolare per le piccole imprese, essa comporti nuovi obblighi e, di conseguenza, un maggior onere amministrativo.
Tra i partiti, il PS valuta positivamente la volontà di emanare una legge sulla sicurezza dei prodotti e di rendere le disposizioni svizzere in materia maggiormente compatibili con la normativa europea. Tuttavia, in relazione alla strategia da attuare in materia di politica dei consumatori il PS sostiene una posizione completamente divergente, lamentando, ad esempio, il fatto che la sicurezza delle prestazioni di servizio non sia stata considerata nel progetto e che non sia stato prevista l'istituzione di un servizio centrale, responsabile della sicurezza dei prodotti di consumo. Anche il PPD condivide globalmente il progetto, evidenziando però la necessità di garantire che con le nuove disposizioni non sia oltrepassato il livello di protezione previsto dalla normativa europea, nonché di limitare, per quanto possibile, l'onere amministrativo gravante su chi immette il prodotto sul mercato. Il PES aderisce alla presa di posizione (favorevole) condivisa dalle più importanti organizzazioni per la tutela dei consumatori.
L’UDC ritiene che non sia necessario intervenire nel settore della sicurezza dei prodotti e respinge la revisione della LSIT, anche perché le esigenze poste nell'avamprogetto sarebbero, in parte, maggiori di quelle previste nelle corrispondenti regolamentazioni dell'UE.
Tra le organizzazioni mantello dei comuni, delle città e delle regioni di montagna,
l'Associazione dei comuni svizzeri approva il progetto di revisione. L’Unione delle città svizzere reputa invece che il progetto non rivesta alcun interesse specifico per le città.
Per ciò che concerne le organizzazioni mantello dell'economia, l’USS e la SSIC condividono il progetto. Economiesuisse e UPS non rifiutano completamente il progetto, ritenendo tuttavia necessaria una sua rielaborazione poiché, allo stato attuale, esso sarebbe fonte di incertezza giuridica e di ostacoli tecnici al commercio. Affinché le disposizioni adottate siano efficaci contro gli ostacoli commerciali, all'origine dell'innalzamento dei prezzi, le esigenze poste non devono superare quelle previste nelle disposizioni della direttiva europea. L'USC sostiene globalmente l'obiettivo perseguito dalla legge sulla sicurezza dei prodotti, esprimendo tuttavia delle riserve sulla corrispondente proposta di modifica della legge sulla responsabilità per danno da prodotti.
L’USAM respinge la revisione della LSIT ritenendo che un intervento in tale materia non sia necessario e che un aumento della densità normativa possa rallentare la crescita economica.
Nella loro comune presa di posizione, le quattro organizzazioni per la difesa dei consumatori di livello nazionale (acsi, FRC, kf e FPC) accolgono positivamente la volontà di adottare una legge (compatibile con la normativa europea) sulla sicurezza dei prodotti, volta a salvaguardare gli interessi di consumatori e produttori. Esse esprimono tuttavia delle
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