Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/36: Legge federale sulla sicurezza dei prodotti (LSPro) · 10 pagine

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riserve riguardo alla mancata regolamentazione della sicurezza delle prestazioni di servizio e all'assenza di un'autorità centrale competente in materia di vigilanza e di attuazione dei necessari provvedimenti. Anche la KonsumentenV Nordwestschweiz sostiene il progetto.

La Commissione federale del consumo approva in larga misura il presente progetto, considerandolo necessario. La Commissione della concorrenza ritiene valido il progetto e lo considera un passo avanti nella buona direzione, considerato che le prescrizioni tecniche, così come la legislazione in materia di sicurezza dei prodotti, dovrebbero per quanto possibile essere compatibili con la normativa europea. La Comco chiede che la revisione della LSIT venga coordinata con la revisione della legge sugli ostacoli tecnici al commercio (LOTC) – anche sotto il profilo dei tempi previsti – allo scopo di limitare sistematicamente o impedire la formazione di ostacoli tecnici al commercio conformemente al principio "Cassis de Dijon". Il Forum PMI condivide il progetto ritenendo che possa migliorare la sicurezza dei prodotti e consentire un'armonizzazione con le prescrizioni europee. Vengono tuttavia espresse delle riserve in merito ad alcune formulazioni, ritenute divergenti rispetto alle prescrizioni contenute nella direttiva europea e possibile causa di oneri amministrativi supplementari, soprattutto per le PMI.

Complessivamente, i grandi distributori approvano la legge sulla sicurezza dei prodotti. Le esigenze in materia di sicurezza vigenti in Svizzera e nell'UE devono essere equivalenti. Coop e Denner chiedono che le responsabilità relative alla sicurezza di un prodotto spettino al fabbricante, conformemente a quanto previsto dalla direttiva europea. Entrambi auspicano inoltre un'attuazione uniforme a livello nazionale, sotto la vigilanza di un ufficio federale della protezione dei consumatori, che sarebbe necessario istituire. Migros evidenzia la necessità di evitare, in ogni caso, che per la Svizzera la revisione comporti un nuovo regime speciale e, di conseguenza, la formazione di ostacoli tecnici al commercio. La legge sulla sicurezza dei prodotti dovrebbe comprendere le esigenze settoriali in materia di sicurezza dei prodotti e armonizzare i diversi livelli di protezione. L'applicazione sussidiaria della legge sulla sicurezza dei prodotti sarebbe fonte di incertezza giuridica.

Tra gli altri enti e associazioni, agriss, upi, CP, electrosuisse, Pro Velo, AIPL, SUVA, SSIGA, ASS, ASIT, ASA, Swissmem e FTS condividono il progetto di legge sulla sicurezza dei prodotti. Da diverse parti è stata evidenziata la necessità di porre esigenze che non eccedano quanto previsto dalle prescrizioni del diritto europeo. Inoltre, è opportuno che l'onere amministrativo gravante su chi è responsabile dell'immissione sul mercato sia ridotto al minimo. Riserve a questo riguardo hanno condotto FEA, TCS e Swiss Retail ad assumere una posizione di scetticismo nei confronti del presente progetto. GastroSuisse si limita a ricordare che la legislazione in materia di derrate alimentari riveste un'importanza fondamentale per il settore alberghiero e della ristorazione. UPSA, auto-suisse, CostruzioneSvizzera, ASIC, SIA, USM e usic respingono il progetto ritenendolo inutile o ininfluente rispetto al loro settore di attività.

4. Commento ai singoli articoli

Art. 1 (Scopo e campo d'applicazione):

Cpv. 1

La legge sulla sicurezza dei prodotti deve mirare unicamente a garantire la sicurezza dei prodotti; il PS le organizzazioni per la difesa dei consumatori, la CFC e la SSIC valutano negativamente la scelta di considerare scopo della legge anche l'agevolazione del libero scambio internazionale delle merci. Il PS e le organizzazioni per la difesa dei consumatori lamentano altresì la mancata menzione del principio di precauzione.

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