Rapporto esplicativo

Consultazione 2005/44: Revisione del Codice delle obbligazioni (Diritto della società anonima e diritto contabile) · 127 pagine

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Le norme relative all'articolazione minima del bilancio coincidono ampiamente con quelle previste dal diritto vigente e si limitano ad enunciare talune regole di base. Si è rinunciato a prescrivere un'articolazione dettagliata, come hanno fatto le direttive europee o l'avamprogetto di LRR. Per accrescere il valore informativo del conto annuale, l'avamprogetto prevede nondimeno che vadano indicati i ratei e risconti attivi e passivi, nonché i debiti fruttiferi di interessi (si veda il n. 2.5.4, 2.6).

Sono considerate immobilizzazioni immateriali i diritti immateriali protetti dal diritto di proprietà e altri valori immateriali iscrivibili all'attivo, quali il know-how o il goodwill, vale a dire la differenza tra l'importo pagato e il patrimonio netto dell'azienda acquisita.

I crediti e i debiti nei confronti di soci, organi societari o imprese di cui si detiene un partecipazione (art. 960d cpv. 3; si veda il n. 3.10.7) devono essere indicati separatamente.

L'avamprogetto annovera i principi generalmente ammessi dalla pratica commerciale, di cui al vigente articolo 959 CO, tra i principi che presiedono all'allestimento regolare della contabilità e della presentazione dei conti (art. 957a e 958b; si vedano i n. 3.10.1 seg.).

3.10.5 Art. 959b: Conto economico

Il conto economico espone l'evoluzione dei risultati dell'impresa durante l'esercizio (art. 959b cpv. 1).

Come per il bilancio, l'articolazione minima del conto economico si ispira a quella prevista dagli IFRS (IAS 1), meno dettagliata rispetto all'articolazione prescritta dalle direttive europee o dall'avamprogetto di LRR. L'articolazione minima del bilancio e del conto economico potrebbe fungere in futuro da base per l'allestimento di un conto annuale standard destinato a essere trasmesso in forma elettronica alle autorità fiscali.

Il conto economico può essere compilato sotto forma di conto economico della produzione o di conto economico della vendita. Il primo mette l'accento sulle categorie di costi, quali ad esempio le spese per il personale, mentre il secondo si concentra sui processi di fornitura delle prestazioni.

Il conto economico della produzione deve indicare non solo l'importo netto dei ricavi da forniture e servizi (cifra d'affari), ma anche le spese per il materiale, compresa la variazione delle scorte di prodotti finiti e in corso di fabbricazione (cpv. 2). Per ottenere l'importo netto dei ricavi, l'impresa può dedurre dall'importo lordo unicamente gli eventuali ribassi, sconti e ristorni, ma non altri costi necessari a generare la cifra d'affari.

Poiché le imprese attive nel terziario sono numerose, l'avamprogetto precisa che le prestazioni non fatturate sono equiparate ai prodotti (si veda anche, in merito al bilancio, l'art. 959a cpv. 1 n. 1 lett. d; si veda il n. 3.10.4).

Il conto economico della vendita contrappone l'importo netto dei ricavi da forniture e servizi (cifra d'affari) ai costi di acquisizione o di produzione dei prodotti e delle prestazioni venduti (cpv. 3). Occorre inoltre indicare separatamente le spese di amministra-