Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/69: Legge federale sulle professioni psicologiche (Legge sulle professioni psicologiche; LPPsi) · 54 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 13Fedlex · Rapporto sui risultati

Accesso al perfezionamento

Da più parti si afferma che non bisognerebbe precludere l’accesso ai cicli di perfezionamento ai titolari di diplomi universitari in discipline affini alla psicologia (PS, Charta, SPK, IfP, IEF, ASP, PSZ, SGAP, USAM, FG POP). PS e Charta chiedono di permettere l’accesso al perfezionamento in psicologia anche a persone che hanno concluso una prima formazione universitaria in una disciplina diversa dalla psicologia e che hanno assolto una seconda formazione ottenendo il master nelle materie di base rilevanti per la psicoterapia. L’IBP vorrebbe che l’avamprogetto prevedesse un’alternativa agli studi universitari di psicologia quale requisito per accedere al perfezionamento in psicoterapia. IfP, Charta, SPK, ASP, PSZ, SGAP e U-SAM si rammaricano del fatto che la cosiddetta «Fensterlösung» sia stata abbandonata durante i lavori legislativi. Questa soluzione prevedeva per i titolari di altri diplomi universitari (in particolare per i cicli di studio affini alla psicologia) la possibilità di accedere alle offerte di perfezionamento assolvendo una formazione supplementare in psicologia o iscrivendosi ad un master in psicologia. Sarebbe poi spettato al Consiglio federale designare l’organismo idoneo ad offrire una formazione supplementare corrispondente, qualora le università non avessero soddisfatto quest’esigenza. La mera applicazione del modello di Bologna, infatti, non sarebbe sufficiente a garantire l’accesso ai cicli di perfezionamento. Charta insiste sulla «Fensterlösung» elaborata dagli esperti nel 2002.

L’Università BA (Facoltà di psicologia) esige un diploma di bachelor in psicologia per poter accedere al master. L’ammissione ai cicli di perfezionamento sarebbe disciplinata nei programmi accademici corrispondenti.

Protezione dei titoli e campo d’applicazione

L’introduzione della protezione dei titoli in quanto tale è approvata all’unanimità (espressamente da Università BA, CUS, VPZ), sebbene alcuni partecipanti (VEF, Istituto Szondi, SGAP) considerino sproporzionata la disposizione sull’impiego degli aggettivi «psicologico» e «psicoterapeutico».

In effetti, la tutela dei consumatori non sarebbe garantita (la SSTCC adduce che continueranno ad esistere denominazioni non in linea con gli scopi della legge).

Da un lato vi è chi sostiene che i titoli professionali da tutelare vadano formulati in modo più conciso (SGAP). DaS raccomanda ad esempio di non proteggere globalmente il titolo di psicologo ma di limitarsi a tutelare le professioni menzionate nell'avamprogetto di legge (campo d'applicazione ristretto). D’altro canto vi è chi considera la protezione dei titoli troppo poco estesa (Pro Mente Sana Ginevra) visto che garantirebbe solo parzialmente la protezione dei pazienti. La CCSUP preferirebbe un disciplinamento semplice in virtù del quale potrebbe denominarsi psicologo solo chi abbia assolto uno studio universitario corrispondente. Anche altri partecipanti alla consultazione sono favorevoli ad una protezione estesa dei titoli (TG, GL, GR, CDS, SH, AI, VD, FR, ZH), come pure a un campo d’applicazione allargato. ZH, TG, CUS, CCSUP e FHSO vorrebbero inglobare anche il titolo di bachelor, come previsto dal sistema di Bologna (diploma di bachelor abilitativo all’esercizio della professione). Per l’esercizio della professione a titolo indipendente la FHSO esige il conseguimento di un master.

L’IBP è dell’avviso che l’attività di «consulenza psicologica» non debba essere riservata esclusivamente agli psicologi. Qui la SGIPA individua un'interdizione di fatto di esercitare per i consulenti psicologici. La SGAP propone di permettere in questi casi l’uso di titoli professionali che indichino la specializzazione (indirizzo psicologico/psicoterapeutico).

La grande maggioranza dei partecipanti – in particolare la FSP e numerose associazioni affiliate nonché le Università BA, FR, GE e UNIL - è favorevole ad un campo d’applicazione più esteso senza elenco risolutivo dei singoli settori della psicologia (esplicitamente FSP, numerose associazioni affiliate tra cui SGP, GIR, Università BA, Pro Mente Sana Zurigo, PS, Università FR, Università GE, FHSO, ASP, ASPA, USAM, PPD, ZüPP, psyCH, UNIL, CMPR). La maggioranza di chi si esprime a favore di un campo d’applicazione esteso vi includerebbe «tutte le attività psicologiche».

L’IBP, l’Institut für Logotherapie und Existenzanalyse e la SGTA (ma anche GR, CDS, AR, AI, ZG, CDPE, Charta, CUS, SVG) sono chiaramente a favore della variante dell’articolo 2. L’Institut für Logotherapie und Existenzanalyse, Charta e DaS considerano l’enumerazione dei gruppi professionali una soluzione giuridicamente chiara.

La formulazione «professioni psicologiche nel settore della sanità» ha dato adito a numerose proposte di riformulazione. GL osserva che le professioni della psicologia rientrano nelle professioni sanitarie solo se curano malattie o disturbi che hanno origine esclusivamente nella psiche e che possono essere trattati in base a metodi scientifici riconosciuti. Charta, IBP, FG POP e KJF fanno valere che la disposizione è legittimata esclusivamente dall’esigenza di tutelare i pazienti. Per altri gruppi professionali bisogna chiedersi se la protezione dei consumatori dall’inganno e dal raggiro debba essere sancita dalla legge o se