Rapporto sui risultati
Consultazione 2005/69: Legge federale sulle professioni psicologiche (Legge sulle professioni psicologiche; LPPsi) · 54 pagine
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Variante dell’articolo 2 (Scopo e campo d’applicazione)
GR, CDS, AR, AI, ZG, CDPE, Charta, SGTA, CUS, SVG, IBP e l’Institut für Logotherapie und Existenzanalyse prediligono la variante perché ritengono che limiti chiaramente il campo d’applicazione della legge alle attività enumerate. GR, CDS, AI, ZG sostengono che per disciplinare queste attività debba esserci un interesse di politica sanitaria oppure debba trattarsi di attività particolarmente importanti per la collettività. Non vi è unanimità quanto alle professioni psicologiche enumerate o da enumerare nel campo d’applicazione: SGTA vorrebbe limitarsi ai settori della psicoterapia, della psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza (anche Institut für Logotherapie und Existenzanalyse e Istituto C.G. Jung), della neuropsicologia e della psicologia della riabilitazione. La CUS propone di completare l’enumerazione aggiungendo la psicologia del lavoro e delle organizzazioni – in quanto strettamente correlate con la psicologia della carriera professionale – e la psicologia dell’emergenza che sta diventando sempre più importante e presuppone requisiti specifici che possono essere raggiunti attraverso un percorso di perfezionamento (anche ASPA, FER). SVG vorrebbe togliere dall’elenco le professioni psicologiche che non ritiene rilevanti per la salute quali la psicologia giuridica, del traffico e della carriera professionale, mentre aggiungerebbe la psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza che, insieme alla psicoterapia, costituiscono professioni a se stanti. Charta considera discutibile che - nell’ottica di restringere il campo d’applicazione - la psicologia giuridica, della salute, del traffico e della carriera siano integrate nell’elenco delle professioni sanitarie, mentre apprezza l’inserimento della psicologia della riabilitazione. Infine, non reputa opportuno aggiungere altri settori professionali. Il PLS critica l’inserimento della psicologia della carriera e della riabilitazione, adducendo che per esercitare queste professioni non bisogna essere psicologi. DaS auspica lo stralcio della psicologia della carriera professionale, intravvedendo il pericolo di un indebolimento delle denominazioni professionali «psicologia della carriera professionale e della riabilitazione» e «consulenza di carriera e professionale», e chiede di menzionare esplicitamente la psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza.
L’Istituto C.G. Jung osserva che i settori professionali elencati (ad eccezione della psicoterapia) non abilitano ad eseguire atti terapeutici e, pertanto, non possono rientrare nel concetto di «protezione della salute». GL aggiunge che gli psicoterapeuti e i neuropsicologi che esercitano a titolo indipendente devono essere trattati diversamente dagli psicologi della salute, giuridici, del traffico, della carriera e della riabilitazione che prestano unicamente consulenza nonché dagli psicologi clinici e, in parte, dagli psicologi dell’infanzia e dell’adolescenza. GL si oppone fermamente ad un obbligo di autorizzazione per questi gruppi professionali.
Rappresentanti della psicologia geriatrica chiedono che anche questa disciplina venga sottoposta alla LPPsi a titolo di professione psicologica, previa introduzione di una formazione corrispondente .
La FHSO segnala che nei settori della psicologia elencati nella variante non sono sempre contemplate la consulenza, la diagnosi o il trattamento di pazienti. L’elenco parte da una concezione statica della psicologia e delle problematiche psicologiche.
SH ritiene che la variante sia più chiara della formulazione generica dell’articolo 2, ma critica il fatto che la consulenza prestata a persone sane sia sottoposta all’obbligo di autorizzazione. Auspica quindi una riformulazione di entrambe le versioni.
Secondo SO, JU, ATPP, AMCS, SAGKB, ASNP, SSTCC, Università FR, SPCP, SGFBL, Università GE, ASPC, FSP, GhypS e vipp la variante comporta una separazione arbitraria degli psicologi qualificati in due categorie: quelli con un titolo protetto e quelli con un titolo non protetto. In generale deplorano l’assenza di un chiaro orientamento per i pazienti o i clienti in cerca di aiuto e le lacune che ne derivano per la protezione dei pazienti (per analogia ZFH, LU, BL, FSP, CVP, Università SG).
Anche BL è del parere che un elenco risolutivo delle attività psicologiche e la limitazione del campo d’applicazione alle professioni psicologiche nel settore della sanità non permettano di adempiere gli obiettivi generali della legge. Il PPD argomenta per analogia che la variante non è necessaria e che si dovrebbe tener conto anche di altri settori professionali. La FSP giudica poco sensato l’elenco esaustivo dei settori e lo respinge fermamente in quanto la legge non si applicherebbe a molti psicologi che esercitano attività rilevanti per la salute (supporto psicologico alle vittime, psicotraumatologia, psicologia geriatria, psicologia dell’emergenza) e, pertanto, lo scopo della legge non verrebbe adempiuto. Per di più, la situazione dei sedicenti «psicologi» non cambierebbe minimamente. La regolamentazione sarebbe in contraddizione con le mozioni Triponez e Wicki (anche ASPEE), con le proposte della commissione peritale e con gli obiettivi delle associazioni professionali. L’Università SG afferma che nella psicologia delle organizzazioni vi sono sia attività rilevanti per la salute, sia attività meno rilevanti ma che includono comunque