Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/69: Legge federale sulle professioni psicologiche (Legge sulle professioni psicologiche; LPPsi) · 54 pagine

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trattamento tra professioni mediche e professioni psicologiche, aggiungendo che l’assicurazione è importante quantomeno nell’ottica della protezione dei pazienti.

Lettera d

BS, UR e CDS ne chiedono lo stralcio. Secondo SO, CDS e GR la padronanza di una lingua nazionale va verificata a livello federale all’atto del riconoscimento dei diplomi e dei titoli di studio. Questa proposta risponde del resto all’ordinamento della nuova direttiva CE. La CDS caldeggia l’inserimento negli articoli 10 e 16 di questa disposizione. La FHSO la reputa antiquata, mentre vipp esprime il proprio dissenso.

Articolo 33 Limitazione dell’autorizzazione e oneri

BE ritiene che il rapporto tra l’articolo 32 (ordinamento esaustivo delle condizioni d’autorizzazione) e l’articolo 33 (limitazione dell’autorizzazione) non sia chiaro.

Istituto Szondi, SGAP, FMH, Charta, ASP, ASPA, DaS, KJF, SGTA Zurigo, Istituto C.G. Jung, SO e AMCS chiedono espressamente lo stralcio di questa disposizione.

TG e GL si interrogano sulla compatibilità con la legge sul mercato interno (LMI). Charta, ASP, DaS, SGTA Zurigo e Istituto C.G. Jung sostengono che l’articolo 33 non sia conforme alla LMI e che comprometta l’armonizzazione (anche SGAP, KJF). Inoltre, la formulazione « per quanto sia necessario al fine di assicurare una cura psicologica di alta qualità e affidabilità» lascerebbe intendere che nei Cantoni in cui ci si attiene ai criteri fissati in questa legge, rinunciando a criteri supplementari, la qualità del servizio non sia sufficientemente garantita (Charta). ASP e DaS individuano in questa formulazione una discriminazione per coloro che lavorano nei Cantoni interessati dalle misure restrittive di altri Cantoni.

DaS, Istituto C.G. Jung e SGTA Zurigo vedono una contraddizione anche con l’articolo 40 (divieto d’esercizio di una professione in tutto il territorio della Confederazione).

ZFH, vipp, FHSO e CUS giudicano la norma problematica nella misura in cui può produrre effetti limitativi della libertà economica sancita costituzionalmente, dato che ammette anche provvedimenti di natura politico-economica. UR reputa inammissibile la limitazione territoriale dell’autorizzazione e auspica lo stralcio di questa possibilità. L’ASPA boccia questa disposizione per ragioni costituzionali, sostenendo che aggira la normativa federale.

Secondo l’Università GE bisognerebbe sostituire il concetto «soin médicaux» con «prestations psychologiques», mentre la FMH tralascerebbe «médicaux». La FER propone di correggere «garantir la fourniture de soins médicaux» con «garantir des traitements psychologiques fiables et de qualités».

Articolo 34 Revoca dell’autorizzazione

SO e AMCS stralcerebbero questo articolo, adducendo che la LPPsi interferisce troppo nelle competenze cantonali.

Articolo 35 Doveri professionali

In generale

FSP, SASP e ASPEE auspicano che i doveri professionali siano applicabili a tutti coloro che esercitano una professione psicologica, non solo a titolo indipendente.

SO stralcerebbe questa disposizione, dato che implica un’ingerenza eccessiva della LPPsi nelle competenze cantonali.

BL completerebbe i doveri professionali con l'obbligo di garantire il diritto della personalità dei pazienti e di tutelare la loro integrità.

Lettera b

AI non menzionerebbe l’obbligo dell’aggiornamento. Pro Mente Sana Ginevra chiede di definire l’aggiornamento continuo.

L’Istituto Szondi stralcerebbe questa disposizione.

Lettera c

BS e CDS stralcerebbero questa disposizione e rilevano che l’articolo 4 lettera d definisce questa competenza in misura sufficiente. L’EFPP aggiungerebbe: «e agiscono secondo principi etici». L’aspetto etico dell’esercizio indipendente della professione è fondamentale, tanto che andrebbe menzionato esplicitamente all'articolo 35, oltre che all’articolo 4.

L’Istituto Szondi sollecita lo stralcio di questa disposizione.