Rapporto sui risultati

Consultazione 2005/69: Legge federale sulle professioni psicologiche (Legge sulle professioni psicologiche; LPPsi) · 54 pagine

Fedlex · Rapporto sui risultati · Pagina 35Fedlex · Rapporto sui risultati

Pro Mente Sana sostiene che si può introdurre una disposizione sull’obbligo di perfezionamento per psicoterapeuti indipendenti solo se l’assicurazione malattia obbligatoria li riconosce quali fornitori di prestazioni.

Capoverso 1

La FHSO riformulerebbe il capoverso 1 come segue: «Le professioni psicologiche possono essere esercitate a titolo indipendente nei settori di cui all’articolo 2 capoverso 2 soltanto dai titolari di un master che hanno inoltre seguito un perfezionamento riconosciuto dalla Confederazione».

LU rileva che secondo l’avamprogetto il perfezionamento è obbligatorio per esercitare una professione a titolo indipendente e che, quindi, rientra di fatto nella formazione. Di conseguenza, la legge contraddirebbe il principio della Dichiarazione di Bologna sotto due aspetti: prima di tutto in riferimento alla funzione dei titoli di bachelor e master, e secondariamente, perché va nella direzione opposta a quella di una riduzione della durata degli studi.

GL e GR sostengono che l’attività indipendente di psicoterapeuti e neuropsicologi debba essere trattata in modo diverso da quella svolta solo a titolo consulenziale e valutativo da psicologi sanitari, giuridici, clinici, del traffico, della carriera professionale e della riabilitazione, per i quali basta una protezione del titolo. Ciò vale in parte anche per gli psicologi dell’infanzia e dell’adolescenza. L’autorizzazione all’esercizio di una professione per tutti questi rami incrementerebbe il carico amministrativo e implicherebbe una disparità di trattamento rispetto a professioni affini come quelle di parroco, sociologo o esperto di etica (GL, GR, CDS).

GR aggiunge che l’obbligo dell’autorizzazione per queste professioni non è conforme alla giurisprudenza del Tribunale federale e viola la libertà economica.

Secondo GL e FR anche in futuro dovrebbero essere i Cantoni a decidere quali professioni assoggettare all’obbligo dell’autorizzazione.

ZFH, HAP, ASPA e CUS chiedono di aggiungere altri due settori: la psicologia del lavoro e quella dell’organizzazione (anche SGAOP) come pure la psicologia dell’emergenza.

Se questa disposizione si imponesse, malgrado la sua proposta, ZH suggerisce di inserire nell'elenco anche la psicologia del lavoro e quella della carriera professionale.

DaS, invece, stralcerebbe la psicologia della carriera professionale visto il rischio di annacquare le designazioni di «psicologia della carriera professionale e psicologia della riabilitazione» come pure di «consulenza professionale e alla carriera», e chiede che vengano indicate esplicitamente la psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza.

AvenirSocial chiede di includere nell’elenco il lavoro sociale a titolo professionale con formazione supplementare e di consentire l’esercizio della professione indipendente.

SZ e CDS assoggetterebbero all’obbligo dell’autorizzazione all’esercizio della professione indipendente solo la psicoterapia, la psicologia dell’infanzia e dell’adolescenza, la psicologia clinica e la neuropsicologia. L’Istituto C.G. Jung sostiene che i rami della psicologia summenzionati (ad eccezione della psicoterapia di cui alla lett. a) non ammettono attività terapeutiche e, pertanto, non dovrebbero figurare nell’elenco. Rileva altresì che non viene menzionata esplicitamente la psicoterapia dell’infanzia e dell’adolescenza. Charta propone di verificare almeno l’appartenenza delle professioni della psicologia di cui alle lettere e – h al settore sanitario. Si dice inoltre chiaramente contraria all’inserimento della psicologia del lavoro e dell’organizzazione.

FR accoglie favorevolmente la semplificazione della procedura di autorizzazione per gli psicoterapeuti con formazione di base in psicologia, ma reputa tale provvedimento non indispensabile per gli altri rami della psicologia.

NE, JU, VD, AMCS, Centre Patronal, SPCP, PPD, SKS, FSP e USAM preferiscono manifestamente l’articolo 28 così come proposto, mentre TI e SGTA si esprimono a favore della variante.

SG rinuncerebbe all’elenco, optando piuttosto per un titolo di perfezionamento riconosciuto a livello federale per l’esercizio della professione indipendente. L’Università BE propone di accertare se, in base ai metodi e alle procedure applicati o ai pazienti in cura, serve una particolare protezione che impone un titolo di perfezionamento ai sensi dell’articolo 28. Teme infatti una «svalutazione» del titolo di psicologo. SSPP giudica l’elenco incompleto e arbitrario, osservando che mancano ad esempio la psicologia geriatrica e del lavoro.

PSZ, SPK, FHSO, EFPP e SGAP sono contrari all’elenco contenuto nella variante degli articoli 2 e 28, adducendo che l’esigenza di un titolo di perfezionamento per l’esercizio della professione indipendente va estesa a tutto il campo di applicazione (EFPP).

Secondo SPK la descrizione dei diversi settori va disciplinata a livello di ordinanza.