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Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 58 pagine

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tanto che non è necessaria una maggiorazione per il rischio dovuto alla cattiva qualità del debitore né una maggiorazione per il rischio di cambio.

Dal momento che non abbiamo alcuna certezza riguardo al futuro, i dati determinanti per la decisione sono i dati storici, assieme alle previsioni macroeconomiche e finanziarie. Occorre dare importanza non solo ai rendimenti nominali effettivi, ma anche alle loro fluttuazioni. Dal momento che l’inflazione incide sui tassi d’interesse a basso rischio, occorre tenerne conto. Per quanto concerne l’orizzonte di investimento, in un istituto di previdenza non servono come riferimento i tassi di interesse in contanti a breve termine ma i tassi a lungo termine. Teniamo quindi conto del tasso d’interesse in contanti a 10 anni.

Un’analisi a lungo termine della Banca nazionale è già servita come base per i lavori preparatori che hanno portato alla LPP. Essa indicava un rendimento a basso rischio del 4,3 per cento per il periodo 1915-1944 e del 3,8 per cento per il periodo 1945- 1979. Il rendimento è stato del 4,0 per cento per il periodo totale 1915-1979, mentre l’inflazione è risultata del 2,9 per cento.

La Banca Nazionale ha messo a disposizione una serie temporale dal 1972 ai giorni nostri. È riprodotta nella tabella seguente.

Tabella 5 : Dati storici

Dati storici (valori medi in % 72-85 dal 72 dal 85 Dal 97 l’anno)

Crescita nominale * 5.85 4.40 3.40 2.20

Inflazione* 4.75 3.05 1.95 0.75

Crescita reale* 1.10 1.35 1.45 1.45

Tasso reale a lungo termine 10 0.10 1.40 2.30 2.45

anni**

* Fino a metà 2004, ** Fino alla fine del 2004

Per il periodo 1972-1985, il rendimento medio delle obbligazioni a 10 anni della Confederazione ha raggiunto il 4,85 per cento, dal 1985 al 2004 si è situato al 4,25 per cento e per tutto il periodo è risultato del 4,45 per cento. Occorre inoltre ricordare, che durante questo periodo, il tasso d’inflazione è risultato del 3,05 per cento in media (4,75% per il periodo 1972-1985 e 1,95% per il periodo 1985-2004).

I valori per il periodo dal 1997 a oggi sono nettamente inferiori. Questo periodo è caratterizzato da un forte calo dell’inflazione e, di conseguenza, da una riduzione del tasso di interesse nominale a basso rischio. Si registra per questo periodo un’inflazione media dello 0,75 per cento e un rendimento nominale medio delle obbligazioni della Confederazione a 10 anni del 3,20 per cento. Per il futuro, la prima domanda che si pone concerne l’inflazione attesa sul lungo termine. La Banca nazionale è incaricata di garantire la stabilità dei prezzi grazie alla sua politica monetaria e sulle divise (art. 5 cpv. 1 della legge sulla Banca nazionale35). Ritiene che vi sia stabilità dei prezzi con un aumento inferiore al 2 per cento l’anno dell’indice svizzero dei prezzi al consumo e a questo proposito fa riferimento alla concezione della politica monetaria in vigore dal 1999 e alle buone esperienze al riguardo. Per lottare contro l’inflazione, si dispone attualmente di migliori strumenti e di modelli orientati al futuro, dal momento che in questo settore sono stati fatti grandi progressi scienti-

35LBN, RS 951.11, in vigore dal 1° maggio 2004.