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Consultazione 2005/93: Adattamento dell'aliquota minima di conversione nella previdenza professionale · 58 pagine
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del 2 per cento nel giugno 2005. Non è possibile prevedere se con l'1,87 per cento sia stata effettivamente toccata la soglia più bassa e se la curva tendente al rialzo dei tassi di interesse39 manterrà il suo andamento o se crescerà ulteriormente. Per contro, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2005 l'indice azionario (SPI) ha registrato un aumento di oltre il 30 per cento40 e le borse europee tassi di crescita superiori alla media. I mercati azionari americani hanno al contrario fatto segnare una performance molto debole41. Nello stesso tempo, il dollaro è aumentato del 15 % passando da 1,14 a 1,31 franchi42. Per quanto concerne il futuro rendimento delle obbligazioni della Confederazione con una scadenza di dieci anni va rilevato che i tredici aumenti consecutivi dei tassi guida decisi dalla Banca centrale americana43 dal luglio 2004 finora non hanno avuto grandi effetti. La disoccupazione nello spazio UE continua a pesare enormemente sulle finanze pubbliche, dove l'invecchiamento della popolazione si fa sempre più sentire nei budget statali. L'indebitamento pubblico dei principali Paesi dell'Unione europea ha raggiunto proporzioni tali che i limiti del Patto di stabilità hanno dovuto essere allentati. L'aumento vertiginoso del prezzo del petrolio, che ha raggiunto un nuovo record44 potrebbe rincarare i costi di produzione, ridurre la domanda e rallentare la crescita. In un contesto così incerto, è impossibile prevedere se i bassi tassi d'interesse resteranno stabili.
In periodi di reazioni impreviste del mercato in cui le fluttuazioni economiche e finanziarie generano inquietudine, il legislatore chiamato a scegliere un'aliquota minima di conversione durevole e adeguata al sistema di previdenza deve affrontare un compito difficile. Questa riflessione vale anche per i periodi in cui i pronostici sono favorevoli. Solo a posteriori si può constatare fino a quando gli istituti di previdenza avrebbero potuto mantenere senza difficoltà l'aliquota di conversione del 7,2 per cento, aliquota rimasta (fortunatamente) invariata, anche quando, all'inizio degli anni Novanta il rendimento delle obbligazioni della Confederazione si aggirava sul 7 per cento o alla fine di tale decennio, quando le eccedenze raggiunsero livelli record al momento del boom della borsa.
Autorizzando un nuovo adeguamento dell'aliquota di conversione sulla base del rapporto del 2009, l'attuale legislatore si attribuisce la possibilità di modificare, se necessario, questa aliquota in periodi di grande incertezza.
39Stato più basso temporaneo agosto 2005: 1,87%; stato alla fine di agosto 2004: 2,82 % (dati del Rapporto del gruppo di lavoro); stato 10.11.2005: 2,28 %, stato 30.12.2005: 1,91%.
40Stato SPI il 30.12.2005 5742 punti (2005 = + 35,6 %), quindi con ancora uno scarto dello 0,5 % circa rispetto al suo livello record del 23 agosto 2000 (5770). Nel 2005, l’indice Pictet LPP 93 ha registrato una performance di più 10,43 %. Per il periodo 1.1.2000-31.12.2005 è stata registrata una performance complessiva di + 22%. Il fabbisogno complessivo per il tas-
so d’interesse minimo degli averi di vecchiaia è stato anch’esso del 22%. Per i capitali di copertura delle rendite correnti sarebbe stato necessario un rendimento complessivo del 30% (4,5% all’anno). La differenza quantifica il fabbisogno di riserve di fluttuazione.
41 Variazione 2005: Dow Jones -0,61%, Standard & Poor’s 500 +3%, Nasdaq Composite +1,4%.
42 Stato 30.12.2005.
43 FOMC della Banca centrale americana, aumenti successivi di 0,25 punti percentuali fino a raggiungere il 4,25 % il 13 dicembre 2005.
44 così, ad es., stato 11.8.2005: 66 dollari a barile (rialzo di oltre il 50 % rispetto all'inizio dell'anno).