Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/1: Consultazione sulla cessione della partecipazione della Confederazione nell'azienda Swisscom SA · 59 pagine

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re sufficientemente assicurata senza il controllo diretto delle infrastrutture da parte dello Stato. In linea di massima, le stesse considerazioni fatte per la società di rete sulla base di ragioni di politica concorrenziale possono essere fatte anche per ragioni di politica di fornitura.

Una possibile scissione dell'infrastruttura di Swisscom SA in una società di rete di diritto pubblico per la fornitura di prestazioni del servizio universale e in diverse società private per la fornitura di altri servizi, come le linee noleggiate o la telefonia mobile, eliminerebbe i vantaggi oggi esistenti in materia di costi d'uso comune dell'infrastruttura per la fornitura di differenti servizi. Le prestazioni del servizio universale come pure gli altri servizi di Swisscom potrebbero di fatto diventare più cari rispetto ad oggi. Inoltre, nel caso di una società di rete orientata unicamente al servizio universale non si assicurerebbe la realizzazione di sufficienti investimenti atti a introdurre servizi innovativi. Il suo mandato sarebbe appunto la fornitura delle prestazioni del servizio universale stabilite dal Consiglio federale e non lo sviluppo probabilmente a rischio di nuovi servizi che non rientrano nel servizio universale. Il modello mal si concilierebbe con la strutturazione dinamica della regolamentazione del servizio universale se, con l'ampliamento del contenuto del servizio universale, dovesse mancare proprio l'infrastruttura necessaria rispettivamente se, con l'abolizione di servizi, dovesse essere venduta l'infrastruttura.

Con la creazione di una società di rete di diritto pubblico, la Confederazione verrebbe di nuovo coinvolta nella responsabilità per la fornitura, che copra i costi, delle prestazioni del servizio universale e per la scelta delle tecnologie ad essa legata. Essa svolgerebbe di nuovo le attività che aveva volutamente ceduto alle imprese commerciali in occasione dell'apertura del mercato delle telecomunicazioni. Dopo tutto esiste il pericolo che, creando una società di rete di diritto pubblico, sia revocata l'apertura del mercato delle telecomunicazioni almeno per quanto riguarda le infrastrutture. Le esperienze prevalentemente positive dal 1998 come prezzi telecom più bassi e un'offerta chiaramente più assortita depongono a sfavore di un ritorno alla fornitura dei servizi telecom da parte dello Stato.

La creazione di una società di rete di diritto pubblico ridurrebbe inoltre massicciamente il valore della privatizzanda Swisscom SA, poiché elementi essenziali della sua infrastruttura rimarrebbero allo Stato.

In sintesi occorre constatare che nel settore delle telecomunicazioni in Svizzera non è raccomandata la creazione di una società di rete di diritto pubblico. Il settore telecom è troppo dinamico, perché un'istituzione di diritto pubblico possa assicurare un'offerta di servizi di telecomunicazioni d'alto valore, internazionalmente competitiva ed efficiente, in maniera migliore rispetto alle imprese private.