Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/1: Consultazione sulla cessione della partecipazione della Confederazione nell'azienda Swisscom SA · 59 pagine
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3 Misure di salvaguardia dell'autonomia dell'azienda
3.1 Minoranza di blocco
La Confederazione resta azionista dell'azienda Swisscom con una minoranza di blocco.
Nel caso di questa variante la legge sull'azienda delle telecomunicazioni (LATC) obbliga la Confederazione a detenere una minoranza di blocco in Swisscom. In questo modo si riduce soltanto il limite di partecipazione disciplinato dalla legge: dalla maggioranza del capitale e dei voti alla minoranza di blocco secondo il diritto azionario. In tal caso è possibile vendere circa il 16 per cento di azioni in più rispetto a quanto già possibile secondo la regolamentazione attuale.
Fintanto che dispone nell'assemblea generale di oltre un terzo dei voti rappresentati, la Confederazione può impedire tutte le deliberazioni dell'assemblea generale che richiedono una maggioranza qualificata. Secondo l'articolo 704 CO devono segnatamente essere approvati da almeno due terzi dei voti rappresentati e dalla maggioranza assoluta dei valori nominali rappresentati le modificazioni dello scopo sociale, gli aumenti qualificati di capitale, le fusioni e i trasferimenti di sede. Inoltre, è spesso sufficiente un terzo delle azioni, per dominare di fatto una società, poiché, nelle imprese a grande dispersione di azioni quotate in borsa, soltanto circa il 60-70 per cento dei voti è di regola rappresentato all'assemblea generale.
La minoranza di blocco è una misura d'accompagnamento a salvaguardia dell'autonomia dell'azienda, che si inserisce facilmente nel diritto azionario ed è, di conseguenza, anche semplice da realizzare. Il mantenimento della minoranza di blocco non può certo impedire che investitori esteri ottengano una partecipazione di maggioranza a Swisscom. Come esposto in precedenza, la Confederazione può bloccare un trasferimento della sede all'estero o una fusione e dunque il trasferimento di posti di lavoro o centri decisionali all'estero.
Lo svantaggio è che, attraverso il possesso minoritario, la Confederazione continuerebbe ad assumere una responsabilità politica e imprenditoriale, per cui i conflitti d'interesse tra i diversi ruoli della Confederazione non potrebbero essere risolti. Resterebbero anche i rischi finanziari e politici. Inoltre, il ricavo della vendita per la parte di azioni che può essere venduta (= 16,6%) sarebbe inferiore rispetto a una privatizzazione totale, poiché la Confederazione continuerebbe più o meno a controllare la società. Occorre constatare in proposito che tutte le misure con l'obiettivo di mantenere l'autonomia di Swisscom provocherebbero un ricavo inferiore al momento della vendita.
Anche in caso di minoranza di blocco la Confederazione potrà formulare gli obiettivi strategici per la sua partecipazione a Swisscom. Rispetto a oggi, si dovrebbe tuttavia accantonare o modificare alcune direttive, poiché la Confederazione perderebbe un po' d'influsso e quindi di potere decisionale.