Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine
Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 146Fedlex · Rapporto esplicativo
fetti di distorsione della tassa occulta si può prospettare un ulteriore incremento di efficienza nel settore della sanità e nel settore sociale. Potrebbero però risultare nuove distorsioni alla concorrenza nel settore della sanità nei casi in cui si incontrano offerenti sussidiati e non sussidiati di prestazioni, come nel settore ospedaliero. In questo caso la neutralità subentrerebbe soltanto se i sussidi fossero imposti come controprestazioni158. Anche nel settore sociale possono insorgere nuove distorsioni alla concorrenza; queste si situano però in una relazione meno stretta con i sussidi rispetto alle offerte direttamente finanziate dai poteri pubblici, per cui l’imposizione non è effettuata a causa dell’assenza di controprestazione. La domanda di prestazioni in ambito di sanità reagisce in modo inelastica rispetto ai prezzi. Pertanto l’assoggettamento di questo settore all’IVA non ne frenerà praticamente la sua tendenza di crescita. Dato che anche nel settore sociale i prezzi sono di importanza subordinata come strumento di regolazione della domanda, anche in questo caso l’aumento dell’IVA non dovrebbe avere effetto sulla domanda.
Poiché le prestazioni del settore della sanità sono richieste pressoché esclusivamente da privati, l’IVA resta incorporata, sia direttamente, sia indirettamente, tramite i premi più elevati per le casse malati. L’aumento dei prezzi al consumo nel settore della sanità e nel settore sociale può essere stimato complessivamente a circa il 2,6 percento circa. In questa stima sono inclusi i medicinali che con l’aliquota unica risultano maggiormente imposti rispetto al presente e gli apparecchi terapeutici che con l’aliquota unica risultano sgravati159. Tale aumento provocherebbe altresì una spinta unica dei costi in ambito di premi delle casse malati. In caso di crescita del reddito delle economie domestiche le spese per la sanità aumentano in valore assoluto, ma diminuisce la loro quota rispetto alle spese di consumo. Il maggiore onere relativo delle fasce inferiori di reddito è relativizzato dalla riduzione dei premi a favore di queste economie domestiche. Poiché il gettito fiscale nel settore della sanità e nel settore sociale è elevato, tramite l’assoggettamento di questi settori all’IVA le economie domestiche approfittano di aliquote generalmente inferiori per altri beni, circostanza che si rispecchia in prezzi al consumo inferiori per questi beni.
Il settore della sanità costituisce un segmento importante del consumo, con una crescita superiore alla media. Il suo assoggettamento all’IVA consente pertanto di stabilirne l’aliquota o le aliquote a un livello in complesso paragonabilmente basso. Ciò costituisce un vantaggio decisivo perché l’onere supplementare consecutivo all’imposizione aumenta approssimativamente in misura pari al quadrato dell’aliquota di imposta.
Le maggiori entrate sono interamente a beneficio della Confederazione. Nel settore della sanità le maggiori entrate sono precipuamente generate dai consumatori finali come pagatori autonomi o tramite i premi delle casse malati. Ne deriverà eventualmente una certa pressione volta all’ottenimento di maggiori riduzioni dei premi, che dovranno poi essere finanziate dalla Confederazione e dai Cantoni160. Una parte del finanziamento del settore della sanità è effettuata anche tramite sussidi. Ciò concerne anzitutto il settore degli ospedali. Ogni anno i Cantoni assegnano sussidi compresi tra i 6 e i 7 miliardi di franchi agli ospedali pubblici e agli ospedali sussidiati con fondi pubblici. Una conseguenza dell’imposta può pertanto consistere nella necessità
158 Cfr. in merito la possibilità di riforma di cui al n. 6.1.3
159 Il maggior onere in base all’anno 2001 e dei prezzi al consumo per i medicinali è del 3,5%; per gli apparecchi terapeutici risulta uno sgravio dell’1,5%. Nel settore sanitario e sociale senza questi due gruppi di beni i prezzi al consumo aumentano del 2,4%.
160 Cfr. di volta in volta la penultima sezione dei n. 3.2.2 e 3.2.3.