Rapporto esplicativo

Consultazione 2006/125: Semplificazione della legge federale concernente l'imposta sul valore aggiunto · 314 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 151Fedlex · Rapporto esplicativo

Nel suo insieme, nel settore della cultura l’onere dell’IVA aumenta sensibilmente e

– come menzionato in precedenza – numerosi operatori e istituzioni culturali saranno assoggettati come nuovi contribuenti oppure le loro prestazioni saranno imposte a un’aliquota più alta. Il costo supplementare dovrà essere compensato in un modo o nell’altro, ad esempio tramite maggiori sussidi e/o doni o sponsorizzazioni, oppure tramite prezzi più elevati per le prestazioni. È lecito supporre che il trasferimento dell’IVA avrà ripercussioni sull’aumento dei prezzi dei biglietti. A dipendenza della reazione più o meno flessibile della domanda, questi aumenti di prezzo incideranno sul numero degli spettatori, con conseguenze sul piano finanziario per gli operatori e le istituzioni culturali. Per gli offerenti che eseguono anche prestazioni di ristorazione potrebbero verificarsi effetti di compensazione sotto forma di minore consumo di prestazioni di ristorazione. Le condizioni di concorrenza nell’intero settore del tempo libero non sono più distorte dall’IVA, perché tutto è imponibile all’IVA e con un’aliquota unica.

Il lieve aumento dei prezzi dei biglietti di entrata incide sui costi delle economie domestiche. Le ripercussioni sono tuttavia relative perché queste posizioni rappresentano una componente estremamente piccola delle spese totali. Dal settore della cultura ci si attendono complessivamente maggiori entrate di IVA di circa 30 milioni di franchi, ciò che corrisponde annualmente a 9,50 franchi per economia domestica.

A prima vista il settore della cultura è di poca importanza a livello macroeconomico. Nell’ottica dell’IVA è invece di rilievo nella misura in cui una grande parte delle prestazioni è eseguita al consumatore finale.

d. Sport

Nel settore dello sport le normative in materia di imposta sul valore aggiunto sono attualmente all’origine dei seguenti problemi: il calcolo della riduzione dell’imposta precedente in ambito di costruzione di impianti sportivi finanziati dai poteri pubblici è estremamente complesso. Lo stesso dicasi in caso di cambiamento di destinazione in generale e di calcolo della riduzione dell’imposta precedente (specialmente se l’imposta precedente relativa a un impianto sportivo finanziato in parte dai poteri pubblici deve essere ridotta a mente del modo di utilizzazione dell’impianto). Nella prassi sono altresì fonte di grandi difficoltà la differenziazione tra prestazioni didattiche non imponibili (p.es. corso di equitazione) e corsi sportivi imponibili (p.es. corsi di aerobica) o la delimitazione tra manifestazioni sportive escluse dall’imposta e manifestazioni analoghe imponibili (sono p.es. imponibili la tassa di partecipazione a un torneo di scacchi e la tassa di partecipazione a una corsa automobilistica di old timer).

Nel 2003 i circa 1’500 gestori di impianti sportivi, associazioni sportive e offerenti di altre prestazioni sportive registrati hanno conteggiato circa 125 milioni di franchi di imposte sulle loro cifre d’affari. Una parte delle prestazioni è però eseguita a contribuenti che possono effettuare la deduzione dell’imposta precedente. Alla cassa della Confederazione rimangono quindi soltanto circa 70 milioni di imposte. A tale importo si aggiunge la tassa occulta che grava le prestazioni escluse dall’imposta. Essa è stimata in circa 35 milioni di franchi. Complessivamente quindi circa 105 milioni di franchi ossia lo 0,6 percento delle entrate totali di IVA della Confederazione provengono dal settore dello sport.