Rapporto sui risultati
Consultazione 2006/38: Ratifica della Convenzione dell'UNESCO sulla diversità culturale · 15 pagine
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Rapporto di consultazione sulla ratifica della Convenzione dell’UNESCO sulla protezione e la promozione della diversità delle espressioni culturali
contesto, la SRG SSR idée suisse propone di discutere anche su possibili provvedimenti contro le finestre pubblicitarie straniere.
La Società svizzera per i diritti degli autori di opere musicali (SUISA) deplora il fatto che la Convenzione non tiene sufficientemente conto del ruolo estremamente importante della protezione della proprietà intellettuale per la produzione culturale e la diversità culturale. Nonostante questa critica, la SUISA approva e sostiene una rapida e incondizionata ratifica della Convenzione, ritenendola un trattato completo, coerente ed equilibrato.
Secondo il Centre du droit de l’art de l’Université de Genève (CDA), la Convenzione non va considerata riduttivamente quale semplice strumento ausiliario da utilizzare nel quadro di negoziati dell’OMC. La Convenzione getta le basi per lo sviluppo di un nuovo ordine internazionale, che non dovrà più essere dettato esclusivamente da accordi commerciali. In questo senso il CDA chiede che la Svizzera adotti una politica culturale coerente in tutte le questioni concernenti gli obiettivi della Convenzione, sia a livello internazionale che nazionale, per esempio nel quadro della legge sulla promozione della cultura.
La ratifica della Convenzione è sostenuta anche dalle seguenti organizzazioni non ancora menzionate: Associazione dei musei svizzeri (AMS) / Consiglio internazionale dei musei (ICOM) (parere comune), Pro Helvetia, Accademia svizzera di scienze morali e sociali (ASMS), Società svizzera degli ingegneri e architetti (SIA).
3.3 Ulteriori proposte e osservazioni
Procedura di ratifica
Molti partecipanti alla consultazione esortano a concludere il più rapidamente possibile la procedura di ratifica, affinché la Svizzera possa contribuire all’attuazione della Convenzione a livello internazionale. Essi chiedono che il nostro Paese rispetti già oggi gli obiettivi e i principi della Convenzione, conformemente agli articoli 20 e 21 della medesima, quando applica o negozia trattati internazionali, segnatamente nel quadro degli accordi commerciali bilaterali e multilaterali, e che promuova questi obiettivi e principi anche in altre sedi internazionali. Particolare importanza è da essi attribuita alla regolamentazione del commercio elettronico e, in generale, delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Fino alla sua adesione, la Svizzera dovrà seguire attentamente i negoziati in seno all’UNESCO e partecipare attivamente alle attività della Rete internazionale di politica culturale (RIPC).
Partiti: PSS, Verdi.
Altre organizzazioni e cerchie interessate: Alliance Sud, CDA, CSDC (ARF, ATI, FGC, FWA, ISI, IUED , PAcK, Pro Cinema, SSA, SSFV, SUISA, Suisseculture, TPD, UTR, UTS), CSU (AP, CeS, CSM, CST, DLF, FNS, InfoSud, JEB, Pfister, RFJAE, SozAnth, SSBA, STM, SUISA, Suisseculture, SuisseTHEATRE ITI), SRG SSR idée Suisse, SUISA.
Fondo internazionale per la diversità culturale
La Convenzione prevede la possibilità di versare contributi volontari a un istituendo Fondo internazionale per la diversità culturale (art. 18 cpv. 3 lett. a della Convenzione). Molti partecipanti alla consultazione ricordano che la Svizzera durante i negoziati è stato l’unico Paese occidentale a pronunciarsi a favore di un sistema di finanziamento obbligatorio. Per coerenza, nel messaggio andrebbe dunque affermata espressamente la disponibilità della Svizzera a sostenere il Fondo con contributi di rilievo. Così facendo, la Svizzera contribuirebbe anche al raggiungimento degli obiettivi di politica dello sviluppo della Convenzione.