Rapporto esplicativo
Consultazione 2006/91: Ordinanza sulla politica regionale · 7 pagine
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Ordinanza sulla politica regionale
progetto, considerato che vi sono a disposizione mezzi finanziari limitati, soprattutto i più grandi agglomerati non devono essere sussidiati in caso di progetti esclusivamente interni. Tuttavia viene riconosciuto che l’interdipendenza funzionale delle zone interessate riguarda anche i centri urbani, per cui il successo della Nuova politica regionale dipenderà strettamente da forme di cooperazione adeguate. La definizione della zona d’impatto avviene quindi basandosi su una procedura che distingue due fasi:
Nella prima fase (cpv. 1) vengono escluse le zone che, in base alle loro condizioni economiche e al loro orientamento prevalentemente urbano (massa critica), non entrano sostanzialmente in considerazione per la promozione di progetti da realizzare all’interno degli agglomerati. Ne fanno parte i cinque agglomerati4 con più di 250'000 abitanti secondo il censimento della popolazione del 2000 (di seguito: grandi agglomerati) e i sette Cantoni urbani5 secondo la definizione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).
La funzione principale della definizione di agglomerato data dall’Ufficio federale di statistica (UST) consiste nel suo valore esplicativo nell’ambito dell’analisi e dell’interpretazione dei fenomeni sociali ed economici dal punto di vista territoriale. Si tratta pertanto di uno strumento facilmente accessibile per l’analisi del territorio. Per l’esecuzione dei compiti previsti dalla legge, come ad esempio per la ripartizione dei mezzi finanziari, criteri diversi rispetto a quelli utilizzati per l’analisi del territorio possono invece assumere un ruolo importante. La definizione di agglomerato non è dunque stata creata a tale scopo.
I dati (p. es. dati relativi ai pendolari) utilizzati finora per la delimitazione degli agglomerati non saranno più presentati nella stessa forma come in precedenza in base alla nuova concezione del censimento della popolazione, che il Consiglio federale ha previsto di introdurre a partire dal 2010 e ha già sottoposto al Parlamento. Per questo motivo l’UST ha lanciato un progetto, in collaborazione con l’Ufficio federale dello sviluppo territoriale, allo scopo di valutare la necessità e la fattibilità di una nuova definizione degli agglomerati.
Al fine di evitare possibili discriminazioni a livello giuridico derivanti dalla definizione globale della zona d’impatto territoriale, i capoversi 2 e 3 prevedono due clausole derogatorie, unitamente alla delega della produzione della prova ai Cantoni, i quali devono chiedere un sostegno adeguato:
- Eccezione 1 (cpv. 2)
Secondo la lettera a, nell’ambito delle convenzioni di programma con i Cantoni, la SECO può inserire nella zona d’impatto territoriale anche parti dei grandi agglomerati e dei Cantoni urbani per le quali viene fornita la prova che presentano in parte preponderante gli stessi problemi e potenzialità di sviluppo specifici alle regioni e alle zone d’impatto territoriale di cui al capoverso 1.
Per quanto riguarda le zone comprese nei grandi agglomerati che in tal modo devono essere inserite successivamente nella zona d’impatto territoriale, vale la condizione restrittiva che non abbiano il loro centro funzionale nella città principale dell’agglomerato, ma in aree che possono ancora essere considerate prevalentemente rurali. Ciò dovrebbe impedire che vengano inserite nella zona d’impatto territoriale aree che dal punto di vista funzionale sono orientate esclusivamente verso il centro di un grande agglomerato6.
4 Basilea, Berna, Ginevra, Losanna e Zurigo
5 AG, BL, BS, GE, SO, ZG, ZH
6 Esempi: Leimental BL (città polo Basilea) o la regione di Bösingen/Flamatt (città polo Berna) Pagina