Rapporto esplicativo

Consultazione 2007/121: Norma complementare al freno all'indebitamento · 46 pagine

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1 Punti essenziali del progetto

1.1 Situazione iniziale

1.1.1 Problematica

Gli anni Novanta sono stati caratterizzati da un aumento massiccio del debito della Confederazione. Tra il 1990 e il 2005 il debito della Confederazione è più che triplicato, raggiungendo quota 130 miliardi, pari a un tasso di indebitamento1 del 28 per cento. Questa evoluzione del debito può essere ricondotta a tre cause principali: i deficit del conto ordinario di finanziamento (nel corso di questi 16 anni solo due risultati hanno presentato eccedenze), le uscite straordinarie nel contesto dei vecchi oneri (ad es. rifinanziamento delle imprese pubbliche e assunzione del deficit di copertura delle casse pensioni pubbliche), nonché il finanziamento dei mutui di tesoreria.

Con l’introduzione del freno all’indebitamento nel 2003 è stata eliminata efficacemente la causa principale – i deficit di finanziamento (cfr. appendice 1). Il freno all’indebitamento garantisce l’equilibrio del bilancio ordinario sull’arco di un ciclo congiunturale. La via di risanamento del bilancio della Confederazione percorsa dal 2003 ha consentito di raggiungere, rispettivamente di superare, gli obiettivi fissati finora. Grazie all’attuazione conseguente del PSg 03 e del PSg 04 il livello delle uscite ha potuto essere ridotto di circa cinque miliardi. Questa disciplina in fatto di uscite e la buona congiuntura hanno consentito di eliminare più rapidamente i deficit strutturali degli anni 2003–2005 e di realizzare eccedenze strutturali fin dal 2006. Il bilancio positivo del freno all’indebitamento si rispecchia nell’evoluzione del debito della Confederazione. Questo si è ridotto di 10 miliardi rispetto al livello massimo del 2005 (130 mia.), attestandosi a quota 120 miliardi nell’esercizio contabile 2007.

Nel quadro del freno all’indebitamento le uscite straordinarie sono ulteriormente possibili. I casi previsti dalla legge concernono eventi eccezionali che sfuggono al controllo della Confederazione (ad es. catastrofi naturali), ma anche adeguamenti del modello contabile e concentrazione di pagamenti dovuta al sistema contabile. Le uscite straordinarie sono escluse esplicitamente dal calcolo delle uscite ordinarie massime ammesse. Esse possono pertanto determinare un aumento ulteriore del debito se non sono compensate per il tramite di entrate straordinarie o di eccedenze strutturali del bilancio ordinario.

Sebbene i vecchi oneri siano stati in gran parte eliminati, si verificheranno sempre eventi che giustificano un fabbisogno finanziario eccezionale. È quanto illustrano le uscite straordinarie di 5,2 miliardi approvate con il preventivo del 2008. Una norma fiscale completa come il freno all’indebitamento deve prevedere eccezioni affinché gli eventi menzionati qui sopra non provochino una riduzione drastica delle uscite ordinarie che potrebbe pregiudicare l’adempimento dei compiti da parte della Confederazione. D’altra parte per far sì che le uscite straordinarie non svuotino di significato i principi del freno all’indebitamento, il Consiglio federale ha pianificato eccedenze strutturali sia nel preventivo, sia negli anni del piano finanziario. Queste eccedenze superiori alle prescrizioni minime del freno all’indebitamento sono destinate a garantire il controfinanziamento dei deficit del bilancio straordinario. Le

1 Debito in percento del prodotto interno lordo (PIL).