Rapporto sui risultati
Consultazione 2007/15: Legge federale concernente l'aiuto alle scuole universitarie e il coordinamento nel settore delle scuole universitarie (LASU) · 98 pagine
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Per una migliore identificazione, le sigle sono precedute dal numero, in corsivo, del rispettivo gruppo. All’interno di ogni gruppo, l’ordine delle sigle è alfabetico e non esprime quindi alcun giudizio di valore.
I pareri sono pubblicati sul sito www.sbf.admin.ch.
Le proposte di emendamento di articoli o capoversi figurano nell’allegato 7.4.
4 Sintesi
Indirizzo generale
La maggioranza dei partecipanti alla consultazione è favorevole o sostanzialmente favorevole all’indirizzo generale dell’avamprogetto. Per diversi motivi, il progetto è molto criticato o addirittura respinto dai Cantoni di BS e AI, da Verdi, PS, UDC, USS e ssp. PLR, PLS, economiesuisse, SIC Svizzera e Swissmem esprimono riserve. Le critiche riguardano, in particolare, la complessità degli organi comuni, il ruolo della Confederazione all’interno della Conferenza universitaria svizzera, il sistema di finanziamento e il modo in cui sono state affrontate le questioni delle borse di studio e delle tasse d’iscrizione.
Altri punti sollevati sono il pericolo di uno scollamento tra le scuole universitarie professionali (SUP) e la formazione professionale e il mancato coinvolgimento delle organizzazioni dell’economia e del mondo del lavoro. Soprattutto le associazioni economiche e professionali vorrebbero che si sottolineasse l’equivalenza tra la formazione professionale e quella prettamente scolastica e, temendo un indebolimento della prima, si oppongono all’accademizzazione delle SUP. Propongono pertanto di coinvolgere alcuni rappresentanti dei settori economici rilevanti nella pianificazione e nella gestione strategica.
Se molti partecipanti approvano la gestione strategica coerente e coordinata dello spazio universitario svizzero da parte della Confederazione e dei Cantoni, come previsto dalla Costituzione, altri chiedono che sia mantenuta la sostanza della legge sulle scuole universitarie professionali (LSUP). Un ristretto numero di partecipanti propone di rinunciare alla nuova legge e di rinnovare in modo più moderato l’attuale panorama universitario attraverso un adeguamento della legislazione vigente. Diversi partecipanti vorrebbero che la LASU considerasse maggiormente ulteriori aspetti, segnatamente le pari opportunità/la questione di genere, l’autonomia delle scuole universitarie, l’unitarietà e la libertà dell’insegnamento e della ricerca, l’internazionalizzazione del settore universitario svizzero, la promozione dello sviluppo sostenibile e il potenziamento della ricerca e della promozione delle nuove leve. Molti si chiedono invece se sia necessario regolamentare il perfezionamento nella LASU.
Mentre alcuni partecipanti – in particolare i Cantoni, le scuole universitarie e le organizzazioni scientifiche – auspicano una definizione più precisa dei tipi di scuole universitarie e del loro profilo, altri vi si oppongono. In numerosi pareri si chiede di precisare le modalità di ammissione ai differenti tipi di scuole universitarie e di passaggio da un tipo all’altro. Un’altra richiesta ricorrente è il chiarimento della posizione dei politecnici federali (PF) e delle alte scuole pedagogiche (ASP). In particolare si chiede di indicare le disposizioni della LASU applicabili ai PF, soprattutto in materia di finanziamento, di menzionare esplicitamente le ASP e di includerle nei finanziamenti federali. Tra le altre richieste, vanno segnalate quelle di considerare adeguatamente le scuole universitarie d’arte e di precisare il coordinamento tra la LASU e le professioni sanitarie delle SUP e tra la LASU e la legge sulla ricerca (LR).
Organi comuni
Lo snellimento delle strutture e la riduzione del numero di organi sono accolti favorevolmente da parecchi partecipanti, tra cui la maggioranza dei Cantoni. Molti giudicano però che il sistema proposto sia ancora troppo macchinoso e complesso. Alcuni dei fautori di un’ulteriore semplificazione del sistema sono contrari all’assemblea plenaria come forma di riunione della Conferenza universitaria svizzera, mentre altri vorrebbero mantenerla come unico organo di gestione strategica.
Diversi partecipanti si esprimono sulla ripartizione delle competenze, la ponderazione dei voti dei Cantoni, la composizione degli organi comuni e il ruolo della Confederazione. Soprattutto i Cantoni critica-