Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/15: Legge federale concernente l'aiuto alle scuole universitarie e il coordinamento nel settore delle scuole universitarie (LASU) · 98 pagine

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no il diritto di veto di cui dispone, di fatto, quest’ultima e il forte ruolo direttivo attribuitole. Molti partecipanti chiedono che nella LASU sia sancito il diritto dei docenti e del corpo accademico intermedio di essere consultati negli organi comuni o auspicano che in questi siano rappresentati anche l’economia, il mondo del lavoro, le delegate alla parità e il settore sanitario. Diversi partecipanti mettono in discussione l’istituzione di un Consiglio svizzero della scienza e dell’innovazione nella forma proposta.

Sistema di accreditamento

Numerosi partecipanti sono favorevoli al sistema di accreditamento. L’organizzazione proposta (Consiglio dell’accreditamento con un’Agenzia dell’accreditamento e dell’assicurazione della qualità) è approvata, in particolare, dalla maggioranza dei Cantoni, mentre la variante che prevede una netta separazione tra il Consiglio e l’Agenzia è preferita soprattutto da gran parte delle associazioni economiche nazionali. Questa soluzione permetterebbe di accrescere l’autonomia del Consiglio dell’accreditamento. Alcuni partecipanti si chiedono se l’Agenzia debba necessariamente essere un organo statale sottolineando che non si possono escludere dal mercato gli operatori privati (anche esteri). Per molti le condizioni per l’accreditamento istituzionale e dei programmi andrebbero rielaborate. Tra gli altri argomenti sollevati si segnala il rapporto tra l’accreditamento secondo la LASU e l’accreditamento nel settore delle professioni mediche e sanitarie e la protezione dei titoli.

Pianificazione strategica e ripartizione dei compiti nei settori particolarmente costosi

Molti partecipanti, tra cui la maggioranza dei Cantoni, dei partiti e delle principali associazioni, sostengono il sistema proposto per la pianificazione strategica e la ripartizione dei compiti nei settori particolarmente costosi. Diversi auspicano però una distinzione più chiara tra la pianificazione «politica» nazionale delle scuole universitarie e quella «strategica» e chiedono quindi di precisare in cosa consista la pianificazione nella politica nazionale delle scuole universitarie. Per alcuni la pianificazione e la ripartizione dei compiti dovrebbero interessare unicamente i settori particolarmente costosi. Tra le altre richieste avanzate, vanno ricordate quelle di definire i settori particolarmente costosi, di tenere in debita considerazione l’autonomia delle scuole universitarie, di coinvolgere adeguatamente il mondo del lavoro nella procedura di pianificazione e di garantire il coordinamento con i settori della medicina altamente specializzata e con la legge sulle professioni mediche.

Finanziamento

Un buon numero di partecipanti approva espressamente il sistema proposto per la determinazione collettiva del fabbisogno finanziario. La soluzione è invece criticata o respinta, seppur con motivazioni diverse, da UDC, PLS, USS e ssp. Molti partecipanti, tra cui numerosi Cantoni, deplorano la scarsa chiarezza sulle ripercussioni del sistema di finanziamento e chiedono indicazioni più precise in merito. Diversi dichiarano pertanto di non poter ancora esprimere un parere definitivo.

Altri partecipanti chiedono di privilegiare, in generale, il finanziamento di base ai sussidi vincolati a progetti, di chiarire la posizione dei PF o di tenere conto delle tasse d’iscrizione nella determinazione del fabbisogno finanziario. L’introduzione di costi di riferimento è espressamente approvata da numerosi partecipanti. I Cantoni sono favorevoli in particolare alle aliquote fisse previste per i sussidi di base. Alcuni criticano le aliquote differenziate per le università e i PF, da un alto, e per le SUP, d'altro, e l'esclusione dal finanziamento delle ASP. Si chiede inoltre di precisare alcuni concetti chiave («fondi da fonti private», «fondi adeguati da parte di terzi» e «prestazioni nel campo della ricerca»). Quanto al versamento dei sussidi federali, diversi partecipanti chiedono che nella LASU figuri un elenco completo dei criteri di calcolo. Anche la scelta di questi criteri è oggetto di critiche: se per alcuni è eccessivamente orientata alle prestazioni, per altri non lo è abbastanza. In generale si chiede di dare maggiore importanza alla qualità rispetto alla quantità. Per questa ragione il criterio del «numero di diplomi» è respinto da molti. Per contro, diversi partecipanti chiedono di ampliare l’elenco, affinché nel calcolo dei sussidi siano presi in considerazione anche altri aspetti, quali le prestazioni nel campo dell’insegnamento e del perfezionamento, l’eccellenza nella ricerca, l’internazionalità, la preparazione al mondo del lavoro, le pari opportunità e gli aspetti di genere. Per diversi motivi è invece respinta la possibilità data al Consiglio federale di tenere conto anche di ulteriori elementi rilevanti delle prestazioni.