Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/28: Swissness: Legge federale sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza, Legge federale per la protezione degli stemmi pubblici della Svizzera e di altri segni pubblici · 61 pagine

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- La maggior parte dei Cantoni e dei partiti politici approva la definizione di indicazione di provenien-

za. Sette Cantoni (SG, BE, VS, SZ, TI, ZG e GE) domandano tuttavia di modificare l’articolo 48 AP-LPM, ognuno in un punto diverso, mentre quattro Cantoni (ZH, GR, NE e JU) e il PS (che fa riferimento al parere della FPC) chiedono l’adeguamento di diversi elementi. La definizione ha suscitato controversie soprattutto fra le associazioni mantello dell’economia, del mondo agricolo e quelle per la protezione dei consumatori, come pure fra le organizzazioni giuridiche e le imprese private.

- Quasi tutti i partecipanti alla consultazione si sono espressi sul criterio globale del 60 per cento dei

costi di produzione. La ricerca di una percentuale adeguata (inferiore o superiore al 60 %) ha suscitato molte discussioni. I Cantoni di Obvaldo e Basilea Città, il PLR, parte delle associazioni mantello dell’economia (la maggioranza dei membri di economiesuisse, il Centre patronal, la FH, la FER, la CVAM, la grande maggioranza dei membri di PROMARCA) e delle organizzazioni giuridiche (ASAS, AIPPI, B. AG, D.B., I&P) e la Emmi AG si dicono favorevoli al criterio del 60 per cento. Due Cantoni (GR, VD), parte delle associazioni mantello dell’economia (IG Swiss Made, USAM, UPSV, FEA, SAA, VBF, fial), le camere di commercio (CCIS, HaBa), alcune organizzazioni giuridiche (AROPI, LES), MGB e Ligo Electric propongono un criterio meno severo del 50 per cento. Altri partecipanti (JU, CFC e kf) propendono invece per un criterio più severo, superiore al 60 per cento.

- Per quanto riguarda i prodotti naturali, la maggioranza dei partecipanti che si sono espressi in meri-

to giudica troppo severo il criterio della «crescita integrale». Sono di questo parere i Cantoni di Zurigo, Svitto, Zugo, Neuchâtel, Ticino e del Vallese, alcune associazioni mantello dell’economia (Gallo Suisse, USPV, swisscofel, VBF, PSL e fial) e del mondo agricolo (Prométerre, AGRIDEA, USC, FUS e USPV), due organizzazioni giuridiche (AROPI e AIPPI), l'ACCS, kf e MGB. L’USS, BIO SUISSE, la FCP e l’Acsi approvano invece espressamente questo criterio. Alcuni fra i contrari (AOC-IGP, AgorA, Uniterre, AGRIDEA, USC, VBF, Gallo Suisse e USPV) ritengono che il criterio basato sul 60 per cento dei costi di produzione sia inutile e che debba quindi essere abrogato.

- Diverse imprese (Hilcona, Herbert Ospelt, Wohlwend) e associazioni professionali (VBO, Ländle

Milch, LIHK) del Principato del Liechtenstein utilizzano oggigiorno soprattutto il marchio «Suisse Garantie» con l’aggiunta dell’indicazione «prodotto nel Principato del Liechtenstein con materie prime svizzere» o un testo simile. I suddetti partecipanti alla consultazione temono che il progetto Swissness non consenta più di utilizzare tali indicazioni, poiché sancisce che il processo di fabbricazione dei prodotti naturali trasformati deve avvenire in Svizzera. Chiedono pertanto di essere trattati come produttori svizzeri quando si tratta di prodotti naturali e prodotti naturali trasformati.

- Il criterio della trasformazione dei prodotti naturali trasformati non è stato contestato. Tuttavia, men-

tre alcuni partecipanti confermano che sarebbe coerente stabilire un criterio globale basato su una percentuale dei costi (FROMARTE, FUS, KOS e Switzerland Cheese, che comunque propone come alternativa un criterio basato sulla quantità di materia prima), il Cantone di San Gallo e la maggioranza di coloro che si sono pronunciati sul tema (USS, FPC, Acsi, USC, Gallo Suisse, kf, A-GRIDEA, BIO SUISSE, SAB e Prométerre) prediligono, per i prodotti naturali trasformati, un criterio basato sulla quantità di materia prima (fissando una percentuale minima del peso totale del prodotto).

- In relazione ai prodotti industriali ha suscitato discussioni soprattutto il minimo legame materiale

che dovrebbe esistere fra un prodotto e il suo luogo di provenienza (almeno una fase della fabbricazione deve svolgersi nel luogo di provenienza). Swissmem, la FPC, l'Acsi, il SAB, l’AGRIDEA, l’AOC-IGP, l’AgorA, Gallo Suisse, l'USC, Uniterre e l’AIPPI si sono espressi a favore di questo requisito, mentre IG Swiss Made (appoggiata da MGB), Pack Easy e Juvena sono nettamente contrari. Per garantire realmente il mantenimento del minimo legame materiale, numerosi partecipanti raccomandano di precisare nel testo di legge che la fase della fabbricazione dev’essere «essenziale» o «significativa» (SAB, FPC, Acsi, AROPI, INGRES e D.B.).

- È stata infine discussa la possibilità di applicare in modo più flessibile i criteri sanciti nei capoversi

2-4 dell’articolo 48 AP-LPM. Ha suscitato reazioni soprattutto la presunzione secondo la quale un’indicazione di provenienza è corretta (ed è quindi possibile derogare ai criteri sanciti nei capo-