Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/28: Swissness: Legge federale sulla protezione dei marchi e delle indicazioni di provenienza, Legge federale per la protezione degli stemmi pubblici della Svizzera e di altri segni pubblici · 61 pagine

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versi 2-4) se rispecchia l’accezione delle cerchie interessate (consumatori e ambienti economici). Il Cantone di Neuchâtel, economiesuisse e la CCIS approvano il criterio, mentre la FPC, l'Acsi, MGB, l’AGRIDEA, Uniterre, l’AgorA e l’AOC-IGP sono contrari. Alcune organizzazioni giuridiche (FSA, D.B. e D.J) ritengono che non sia opportuno fare riferimento alle cerchie interessate. Il Cantone di Ginevra, il PLR, Swissmem, la CCIS, l’AROPI, la FSA, Nestec, e Pack Easy sono dell’avviso che il criterio non sia definito in maniera abbastanza precisa e che occorra spiegarne più in dettaglio l’applicazione pratica.

Per quanto riguarda singole critiche, la FSA s’interroga sull’eventualità che la disposizione di cui sopra possa comportare un’eccessiva regolamentazione invece di favorire una protezione efficace, mentre SWISS LABEL e l’USAM esprimono riserve sulla necessità di una revisione della legge sulla protezione dei marchi, aggiungendo che per raggiungere gli obiettivi prefissati sarebbe sufficiente rivedere la legge sulla protezione degli stemmi pubblici.

Due partecipanti alla consultazione criticano l’articolo 48 AP-LPM nel suo complesso senza tuttavia contestare gli obiettivi perseguiti dal Consiglio federale. Trybol ritiene che le considerazioni alla base della revisione siano lacunose e che quindi l’avamprogetto sia incompleto. Secondo Pack Easy le nuove disposizioni non risolveranno i problemi causati dalla legislazione vigente e non faranno che aggravarli.

4.1.2 Considerazioni sui singoli articoli della LPM

Art. 47, cpv. 3, lett. c e art. 64 cpv. 1, lett. c (uso di una ditta)

La FPC, l’Acsi e l’ACSOEB approvano la precisazione inserita nell’articolo 47 capoverso 3 lettera c AP-LPM e sottolineano che l’aggiunta della ditta all’elenco degli elementi di cui si può vietare l’uso se esiste il rischio di un inganno (nome, indirizzo, marchio), serve per prevenire l’elusione, mediante l’uso di una ditta che contiene un’indicazione di provenienza, delle regole che proteggono le indicazioni di provenienza.

Alcuni partecipanti ritengono che la modifica non sia sufficiente. Secondo D.J. l’elenco non dovrebbe essere formulato in modo esaustivo (limitato), poiché anche altri elementi comportano il rischio di inganni (il dominio «.ch», un simbolo o un’immagine raffigurati su un prodotto). L’AGRIDEA suggerisce di estendere il campo d’applicazione della disposizione anche all’uso che pur non essendo ingannevole contribuisce tuttavia a screditare la reputazione di un marchio DOC o IGP.

Parte delle organizzazioni giuridiche ritiene invece ingiustificate le modifiche apportate agli articoli 47 capoverso 3 lettera c e 64 capoverso 1 lettera c AP-LPM, soprattutto perché, secondo l’ASCPI, i marchi che si riferiscono a una ditta non sono sottoposti alle stesse norme applicabili ai prodotti (art. 48 AP-LPM), mentre l’ASA e S.M. ritengono sufficienti i mezzi legali attuali (art. 944 cpv. 1 CO e art. 3 lett. b LCSI) e aggiungono che la struttura della LPM non è adatta per l’aggiunta prevista. Infine, secondo S.M., non è sicuro che l’aggiunta sia veramente efficace.

Art. 48 Indicazione di provenienza dei prodotti

a) Struttura dell’articolo 48 capoversi 1-3 AP-LPM

Alcuni partecipanti alla consultazione (UPSV, FSA) approvano la struttura dell’articolo 48 capoversi 1- 3 AP-LPM che sancisce un criterio globale applicabile a tutti i prodotti (cpv. 2) e un ulteriore criterio specifico per ogni singola categoria (cpv. 3). L’AIPPI aggiunge che la disposizione è adatta soprattutto per i prodotti industriali e sottolinea che l’applicazione cumulativa dei criteri non crea diversi gradi di provenienza rispecchiando quindi la realtà economica.

Altri partecipanti giudicano appropriata la separazione fra le tre categorie di prodotti, ma raccomandano di riesaminare il principio dell’unico criterio globale (USS, USAM) e di conferire alla disposizione