Rapporto sui risultati

Consultazione 2007/76: Programma Nazionale Alcol 2008 - 2012 (PNA) · 61 pagine

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CDS, Coop e Denner. Tra le associazioni giovanili, la FSAG è del parere che si tratti di una misura fuori luogo: il binge drinking dei giovani, spiega, è raramente spontaneo e gli stessi giovani si abitueranno in fretta ai nuovi orari di vendita. Ritiene quindi che occorra dapprima provvedere affinché le norme in vigore vengano applicate sistematicamente.

Misura 04.03: Promozione della vendita di bibite senz’alcol a prezzi contenuti.

24 pareri si esprimono sulla misura 04.03.

I pareri sulla misura 04.03 divergono. Una parte (8 su 24) appoggia la misura proposta. L’Unione delle Città svizzere, la Città di

Zurigo e, tra le organizzazioni di polizia, la CDPCS menzionano esperienze in cui il comportamento di consumo dei giovani è stato manovrato con successo mediante interventi sul prezzo. Si dichiarano favorevoli a un inasprimento delle norme, ma sottolineano che ciò presuppone la creazione di basi legali chiare. Ritengono inoltre che, per evitare l’elusione della misura, occorra disciplinare la possibilità di partecipare a manifestazioni portando con sé bevande alcoliche a prezzi contenuti. Alcuni partiti (PEV e PS) e un’organizzazione attiva nel settore delle dipendenze e della salute (CPD) rilevano che l’offerta influisce sensibilmente sul consumo, in particolare sul consumo non adeguato alla situazione.

Un’altra parte di pareri (7 su 24) considera la misura perlomeno problematica. Si tratta di

prese di posizione provenienti da associazioni mantello dell’economia e da organizzazioni del settore: il Centre Patronal e la Chambre vaudoise des arts et métiers sono dell’opinione che questa misura rientri nella sfera di competenza dei Cantoni e che occorra dapprima consultare gli ambienti economici interessati. La CI CDS, Coop e Denner osservano che, pur non toccando il commercio al dettaglio, la misura risulta problematica per l’industria alberghiera e della ristorazione. Dal canto loro, GastroSuisse e hotelleriesuisse intravedono una contraddizione inammissibile nel fatto che gli orientamenti strategici prevedano accordi su base volontaria («si impegnano volontariamente») mentre la panoramica delle misure parla esplicitamente di obblighi («obbligare gli esercenti»). A loro modo di vedere, la richiesta potrebbe essere considerata come già soddisfatta e respingono quindi l’adozione di norme legali più severe. Inoltre, ritengono che l’estensione delle disposizioni proposte a manifestazioni pubbliche soggette a permessi ponga non pochi problemi.

Un’altra parte ancora dei pareri (9 su 24) proveniente esclusivamente da organizzazioni del settore, respinge la misura. L’ANCV, la Communauté Interprofessionnelle des Vins de Genève, la FSV, la Société des encaveurs de vins suisses, l’Associazione svizzera del commercio dei vini e lo Schweizer Brauerei-Verband rilevano che, in 22 Cantoni su 26, la legge che impone al gerente di mettere a disposizione della clientela una scelta di bevande analcoliche a un prezzo inferiore, per la stessa quantità, di quelle della bevanda alcolica più economica, è già una realtà; ritengono pertanto che la misura sia obsoleta e possa essere stralciata. Dal canto loro, l’Unione svizzera dei contadini e l’Associazione Svizzera Frutta sono del parere che le leggi attualmente in