Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine

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le per raggiungerlo consiste in un sistema regionale di cap and trade per lo scambio delle quote di emissione che include tutti i sei gas serra disciplinati dal Protocollo di Kyoto. L’iniziativa prevede, tra l’altro, il contenimento delle emissioni nei settori della produzione di energia elettrica, l’industria, la gestione dei rifiuti, la produzione e la conversione di energia fossile e i trasporti.

In California ha suscitato vasta eco il varo, avvenuto nel 2005, di un disegno di legge che prevedeva tra il 2009 e il 2016 un taglio del 30 per cento delle emissioni di gas serra prodotte dagli autoveicoli. Poiché contemplava norme più severe rispetto alla legislazione nazionale, l’implementazione del progetto necessitava del nullaosta dell’Environment Protection Agency (EPA). Nel dicembre del 2007, in un clima di accese polemiche, l’EPA ha tuttavia negato tale autorizzazione63.

A livello nazionale, nell’ottobre del 2007, i senatori Lieberman e Warner hanno elaborato un disegno di legge per la protezione del clima che prevede l’introduzione di un sistema cap and trade nazionale. L’obiettivo è ridurre le emissioni di gas serra prodotte dall’intero settore energetico statunitense, dai trasporti e dall’industria del 20 per cento entro il 2020 (del 4% rispetto al 1990) e del 63 per cento entro il 2050 rispetto ai valori registrati nel 2005. Nel giugno del 2008, il Senato boccia il disegno di legge essenzialmente per i timori espressi dai repubblicani secondo cui, visto l’andamento della congiuntura, la legge rischierebbe di aggiungere ulteriore zavorra all’economia.

2.3.3 Paesi emergenti

2.3.3.1 Cina

La Cina si è posta come obiettivo il dimezzamento della propria intensità energetica entro il 2020. Tuttavia, poiché in questo lasso di tempo il volume economico è destinato a quadruplicarsi, il consumo energetico raddoppierà. Entro il 2020, inoltre, almeno il 16 per cento dell’energia primaria dovrà provenire da fonti rinnovabili, in particolare acqua, vento e biomassa. Per il settore dell’elettricità l’obiettivo è del 20 per cento. Una legge ad hoc prevede l’erogazione di incentivi finanziari tramite un fondo per lo sviluppo di energie rinnovabili, crediti agevolati e alleggerimenti fiscali per progetti legati a queste energie. Nel medesimo periodo, la quota del carbone nella produzione energetica dovrà scendere al 60 per cento.

2.3.3.2 India

Nell’ambito dei negoziati internazionali, l’India ha più volte ribadito che non accetterà obiettivi di riduzione vincolanti. D’altro canto, il Governo ha predisposto un piano d’azione per un passaggio graduale alle fonti energetiche rinnovabili. Al riguardo, un ruolo chiave spetterà allo sviluppo dell’energia solare che dovrà essere sostenuto soprattutto sul piano finanziario. Nei prossimi vent’anni, la quota delle fonti energetiche rinnovabili come il vento, il sole e la biomassa, esclusa l’energia idraulica, dovrà aumentare fino a raggiungere il 20-25 per cento. Un netto incremento è atteso anche sul fronte dell’efficienza energetica.

2.3.3.3 Brasile

Il Brasile ha cominciato a produrre biocarburanti già negli anni Settanta. Attualmente, il 30-40 per cento circa di tutti i carburanti utilizzati nel Paese sudamericano deriva dalla canna da zucchero. Inoltre, grazie a un livello di precipitazioni sufficiente, il Brasile è in grado di coprire oltre l’80 per cento del proprio fabbisogno elettrico con l’energia idraulica.

63 Federal Register / Vol. 73, No. 45 / Thursday, March 6, 2008 / Notices.