Avamprogetto e rapporto
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine
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Il contributo delle fonti rinnovabili alla produzione complessiva di energia primaria ammonta al 47 per cento circa64.
Ciononostante, il Governo brasiliano respinge categoricamente la definizione di limiti vincolanti per le emissioni di gas serra e ritiene che spetti ai Paesi industrializzati adottare misure per contrastare i cambiamenti climatici. Brasilia, peraltro, si chiama fuori anche in occasione di interventi internazionali contro il massiccio disboscamento della foresta amazzonica. Come negli USA, anche in Brasile la protezione del clima è un tema affrontato più a livello locale che nazionale. Lo Stato di San Paolo, ad esempio, che da solo produce il 60 per cento del biocarburante di tutto il Paese, ha lanciato grandi progetti di riforestazione.
2.3.4 Environmental Integrity Group (EIG)
Per meglio concertare i rispettivi interventi ai negoziati nel quadro della Convenzione sul clima, nel 2000, Svizzera, Corea del Sud, Messico, Principato del Liechtenstein e Principato di Monaco hanno costituito l’Environmental Integrity Group (EIG). Grazie all’EIG, questi cinque Paesi hanno maggiore voce in capitolo nei negoziati internazionali e possono così difendere meglio i rispettivi interessi. La composizione eterogenea dell’EIG, che annovera sia Paesi industrializzati che Paesi emergenti, accresce ulteriormente il suo peso negoziale. Al riguardo, va comunque precisato che, al momento, Corea del Sud e Messico sono gli unici Paesi OCSE che nella Convenzione sul clima figurano tra i Paesi in via di sviluppo e che nel Protocollo di Kyoto non sottostanno ad alcun obiettivo di riduzione. In futuro, quindi, aumenteranno le pressioni su questi Stati affinché accettino di sottoscrivere obiettivi di riduzione vincolanti. L’EIG è coordinato dalla Svizzera.
2.3.4.1 Corea del sud
Il Governo sudcoreano considera i cambiamenti climatici come una delle maggiori sfide che attendono il Paese. Tra i fautori dell’obiettivo a lungo termine che prevede almeno un dimezzamento delle emissioni globali di gas serra entro il 2050, Seoul intende muoversi con decisione in questa direzione. Sinora, tuttavia, nel quadro dei negoziati internazionali la Corea del Sud si è dimostrata refrattaria ad assumere obiettivi di riduzione nazionali vincolanti. Il processo politico per la fissazione di un obiettivo intermedio al 2020 (non vincolante a livello internazionale) è tuttora in corso. Secondo il Governo sudcoreano è essenziale che i Paesi industrializzati si impegnino ad adempiere obiettivi concreti e che vengano predisposti sistemi di incentivazione per quelli in via di sviluppo affinché anch’essi possano aderire a un regime climatico internazionale per il periodo successivo al 2012. La Corea del Sud si considera un ponte di collegamento tra i Paesi industrializzati e quelli in via di sviluppo. Il Governo sudcoreano punta sulla promozione delle energie rinnovabili in quanto, a suo modo di vedere, offrono grandi opportunità al Paese. Inoltre, entro il 2009, la Corea del Sud dovrà dotarsi di un sistema di scambio delle quote di emissione volontario. Con la nuova strategia nazionale nei settori energetico e industriale per contrastare i cambiamenti climatici il Governo intende:
• sviluppare le energie rinnovabili e nucleari;
• siglare accordi volontari con imprese ad alta intensità energetica;
• incrementare l’efficienza energetica mediante la definizione di standard minimi;
• aumentare la quota di energie rinnovabili dal 2,3 al 9 per cento nel 2030 e migliorare l’intensità energetica di oltre il 40 per cento (obiettivo raggiungibile solo se la strategia sarà attuata come da programma).
64 http://knowledge.allianz.com/en/globalissues/climate_profiles/climate_brazil/climate_profile_brazil_strategy.html