Avamprogetto e rapporto

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 112 pagine

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2.2.4.5 Carbon Capture and Storage (CCS)

Sulla base della comunicazione «Una politica energetica per l’Europa» del 10 gennaio 2007, la Commissione europea considera la cattura e lo stoccaggio di CO2 (Carbon Capture and Storage) un tassello essenziale della propria politica climatica. Grazie alla tecnologia CCS, il CO2 viene immagazzinato in modo permanente, per quanto possibile, direttamente nel luogo di produzione e di conseguenza non finisce nell’atmosfera.

Il 23 gennaio 2008, nell’ambito del suo pacchetto clima-energia, la Commissione europea ha formulato una proposta per un quadro normativo in materia di stoccaggio del carbonio57 che prevede la creazione di 10-12 impianti di dimostrazione per le centrali a carbone e a gas entro il 2015 e il passaggio alle tecnologie CCS di tutte le nuove centrali a combustibili fossili (con potenza superiore a 300 megawatt) entro il 2020.

2.3 Strategie di altri Paesi industrializzati

2.3.1 «Climate Neutral Network» dell’UNEP

In tutto il mondo sono sempre più numerosi i Paesi, le città e le aziende che annunciano l’intenzione di ridurre drasticamente le proprie emissioni di gas serra e contribuire così alla lotta contro il surriscaldamento del pianeta. Un piccolo gruppo punta a raggiungere la neutralità climatica nei prossimi anni.

Da qualche tempo, il Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite (UNEP) offre a questi attori una rete di supporto per raggiungere il loro ambizioso obiettivo58. Tale rete, creata per favorire la diffusione di strategie e programmi di riduzione delle emissioni nonché lo scambio di esperienze, mira ad accelerare il passaggio a una società a basso tasso di emissioni di gas serra. L’etica della rete esige dagli Stati partecipanti un impegno chiaro ed esplicito a favore di un significativo abbattimento di tali emissioni.

Sinora, le nazioni che si sono unite a questa rete sono quattro: il Costa Rica, l’Islanda, la Nuova Zelanda e la Norvegia. Tutti questi Paesi perseguono una strategia nazionale di abbattimento delle emissioni di gas serra e compensano quelle ancora prodotte acquistando certificati esteri. Il loro obiettivo è ridurre il più possibile le proprie emissioni e compensare quelle restanti per raggiungere la piena neutralità climatica. Qui di seguito è illustrata in dettaglio la strategia adottata da due di questi Paesi.

2.3.1.1 Norvegia

Per il futuro, la Norvegia si è posta obiettivi ambiziosi. Entro il 2020, le sue emissioni di gas serra dovranno diminuire di almeno il 30 per cento rispetto ai valori registrati nel 1990. Secondo le previsioni del Governo, circa due terzi dell’abbattimento potranno essere attuati nel Paese. Entro il 2050, le emissioni dovranno essere ridotte del 50-80 per cento. Per raggiungere la neutralità climatica, la Norvegia intende compensare le emissioni restanti mediante l’acquisto di certificati esteri che andranno così a completare gli sforzi intrapresi sul proprio territorio.

Introdotta nel 1991, la tassa sul CO2 riscossa sull’olio da riscaldamento, sul carbone e sui carburanti costituisce un elemento cardine della politica climatica norvegese.59 La tassa, pari a 38 franchi per tonnellata di CO2, viene adeguata annualmente. I relativi proventi

57 Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa allo stoccaggio geologico del biossido di carbonio e recante modifica delle direttive 85/337/CEE e 96/61/EG del Consiglio e delle direttive 2000/60/CE, 2001/80/CE, 2004/35/CE, 2006/12/CE e del regolamento (CE) n. 1013/2006 COM(2008) 18 definitivo.

58 UNEP (Programma per l’ambiente delle Nazioni Unite), vedi: http://www.climateneutral.unep.org. 59 Infras 2007a, Infras 2007b.