Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine
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Il PPD sostiene un abbattimento complessivo del 20 per cento, senza tuttavia precisare l’ammontare massimo della quota estera. Appoggia inoltre esplicitamente la sottovariante (obiettivo di riduzione del 30 per cento), qualora l’UE decidesse in questo senso.
Il PLR condivide l’obiettivo di riduzione del 20 per cento ma chiede che non vengano poste limitazioni al computo dei certificati esteri. Diversamente dal PPD, si oppone all'obiettivo del 30 per cento previsto dalla sottovariante.
Secondo l’UDC l’obiettivo potrà essere definito solo al termine delle trattative internazionali. Bisognerà tuttavia tenere conto delle prestazioni fornite e della particolare situazione della Svizzera. L’UDF ritiene inadeguati gli obiettivi di riduzione previsti da entrambe le varianti ma non formula proposte in termini quantitativi.
4.1.3 Organizzazioni e associazioni nazionali2
Scelta della variante
La variante 2 è bocciata da tutte le organizzazioni e associazioni nazionali. FRC, Associazione dei Comuni svizzeri, USS, ASI, Unione Città svizzere, Travail.Suisse si dicono in linea di massima favorevoli alla variante 1. Anche SKS appoggia sostanzialmente questa variante ma deplora lo scarso pragmatismo degli obiettivi.
Vista l’incertezza che contraddistingue i negoziati internazionali sul clima e nell’interesse della concorrenzialità della Svizzera, HEV respinge una legislazione sul CO2 post 2012. In via sussidiaria, preferirebbe la variante 1 alla 2.
CENTRE PATRONAL, economiesuisse, FER, SAB, USAM respingono entrambe le varianti. economiesuisse ritiene che l’approccio della variante 2 sia più convincente poiché pone in primo piano la protezione del clima. Deplora tuttavia l’intervenzionismo statale a livello di impostazione del progetto. Secondo il CENTRE PATRONAL, la neutralità climatica sarebbe adeguata solo con una vasta armonizzazione internazionale e una quota estera ammessa di almeno il 50 per cento. In alternativa, CENTRE PATRONAL, economiesuisse e USAM propongono di mantenere l’attuale legge sul CO2 e le misure volontarie dell’economia. Anche per FER le misure volontarie devono assumere un ruolo centrale. SAB caldeggia la combinazione di elementi delle due varianti.
Obiettivi di riduzione e quote estere
Convinte che l’accento debba essere posto principalmente sulle riduzioni in Svizzera, 5 organizzazioni e associazioni nazionali (Comuni svizzeri, USS, SKS, Unione Città svizzere, Travail.Suisse) auspicano un obiettivo di riduzione più alto rispetto a quello fissato dalla variante 1. L’Unione delle Città svizzere ne propone uno tra il 30 e il 40 per cento. Dal canto loro, USS e Travail.Suisse propendono per il 30 per cento. L’Unione delle Città svizzere ritiene adeguato l’obiettivo formulato nella variante 2, mentre FRC difende quello della variante 1.
FER e HEV considerano troppo elevato l'obiettivo della variante 1. Mentre FER non fornisce indicazioni sulla percentuale che auspicherebbe, HEV sollecita un allineamento all’obiettivo UE con una correzione per Paese verso il basso. Pur accettando l’obiettivo del 20 per cento, CENTRE PATRONAL, economiesuisse, SAB e USAM chiedono maggiore flessibilità per quanto concerne le compensazioni all'estero. Se l’USAM caldeggia una quota estera massima del 50 per cento, per il CENTRE PATRONAL questa percentuale dovrebbe rappresentare il limite inferiore. economiesuisse auspica la massima flessibilità possibile nel rispetto degli accordi internazionali, e respinge l’obiettivo del 30 per cento previsto dalla sottovariante. Quest’ultimo aspetto è condiviso anche dall’USAM.
L’ASI non si esprime sull’ammontare degli obiettivi.
2 Viste le obiezioni di principio espresse a titolo generale, HEV prende posizione su tutte le domande del questionario solo in via sussidiaria. 11//50 274/2006-01959/27/18/I083-1633