Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine

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4.1.4 Associazioni economiche

Scelta della variante

Delle 37 associazioni economiche che hanno partecipato alla consultazione, nessuna appoggia direttamente la variante 2.

14 associazioni (FROMARTE, Industria del legno, ISOLSUISSE, Lignum, öbu, USC, sia, USM, suissetec, ASA, usic, ASIF, VTS, economia forestale) sono favorevoli alla variante 1 e contrarie alla 2. öbu ritiene importante mantenere il sistema attuale di tassa sul CO2 con la possibilità di un’esenzione fiscale. asep sostiene prioritariamente le misure in Svizzera ma reputa la variante 1 troppo poco ambiziosa.

Costruzionesvizzera, SSIC e Handelskammer beider Basel optano con riserva per la variante 1. La SSIC sottolinea l’importanza di un allineamento agli obiettivi dell’UE. Costruzionesvizzera e Handelskammer beider Basel preferiscono proseguire sulla via delle misure volontarie. Handelskammer beider Basel vorrebbe intensificare la pressione sull’applicazione di queste misure.

15 associazioni economiche (AIHK, alu.ch, cemsuisse, FH, Glasfabriken, hotelleriesuisse, IGEB, KSE, SGCI, FST, SWISSMEM, TVS, VSIG, VSZ, ZPK) respingono sia la variante 1 sia la variante 2. alu.ch, FH, SGCI, TVS e VSIG trovano l’approccio della variante 2 più convincente ma deplorano l’intervenzionismo statale a livello di impostazione.

Per la maggior parte delle associazioni economiche citate è prioritario portare avanti l'attuale legge sul CO2 e le misure volontarie. SWISSMEM ritiene che il potenziale per queste ultime sia ancora molto ampio e che si possa intensificare la pressione necessaria alla loro applicazione.

Il Forum PMI disapprova entrambe le varianti. Pur non prendendo esplicitamente posizione su nessuna delle due, ribadisce l’importanza degli accordi sugli obiettivi su base volontaria.

3 associazioni (ASIR, VSMR, VSSV) si esprimono solo su singoli punti della proposta di legge senza appoggiare nessuna delle due varianti.

Obiettivi di riduzione e quote estere

4 associazioni economiche (öbu, sia, suissetec, asep) chiedono obiettivi più incisivi di quelli previsti dalla variante 1. sia e asep caldeggiano un obiettivo di riduzione di almeno il 30 per cento centrato sulle misure nazionali. öbu ribadisce l’importanza dell’eurocompatibilità e appoggia esplicitamente la sottovariante, adducendo che il problema principale per le imprese non è l’ammontare degli obiettivi all’interno di una certa banda di oscillazione. Infatti, con buone condizioni quadro (pianificazione a tappe, affidabilità, validità universale) si potrebbero conseguire anche obiettivi più ambiziosi senza svantaggi economici.

11 associazioni (ASA, ASIF, costruzionesvizzera, economia forestale, FROMARTE, industria legno, Lignum, SSIC, usic, USM, VTS) giudicano adeguato l’obiettivo fissato dalla variante 1. Mentre usic difende la sottovariante (30%), costruzionesvizzera, SSIC e USM la scartano. Industria legno, Lignum e ASIF chiedono che l’aumento dell’obiettivo di riduzione di un ulteriore 10 per cento sia legato a un aumento degli obiettivi in Svizzera.

7 associazioni economiche e di categoria (AHIK, alu.ch, FH, hotelleriesuisse, FST, SWISSMEM, VSIG) condividono l’obiettivo di riduzione del 20 per cento. 5 (alu.ch, FH, Glasfabriken, IGEB e ZPK) sono invece chiaramente contrarie alla sottovariante. 7 (cemsuisse, Glasfabriken, IGEB, KSE, TVS, VSZ, ZPK) vorrebbero una riduzione al 15 per cento, SGCI al 18. Handelskammer beider Basel, Forum PMI e USC sollecitano l’allineamento all’UE con un adeguamento dell'obiettivo verso il basso. Tutti premono per un computo flessibile delle compensazioni all'estero. SWISSMEM sottolinea l’importanza della correlazione tra ammontare dell'obiettivo di riduzione e flessibilità nel conseguimento degli obiettivi e ritiene adeguato l’obiettivo della variante 2 a condizione che vi sia la possibilità di computare illimitatamente le riduzioni all'estero.

12//50 274/2006-01959/27/18/I083-1633