Rapporto sui risultati

Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine

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Secondo ISOLSUISSE, l’obiettivo di riduzione della variante 1 non è adeguato ma non formula proposte sull'importo.

4.1.5 Organizzazioni ambientali

Scelta della variante

Nessuna delle 14 organizzazioni ambientali che hanno partecipato alla consultazione appoggia la variante 2. ffu, FSAN, pusch, KlimaBündnis-Städte optano per la variante 1 e respingono la 2.

8 organizzazioni (aefu, Iniziativa delle Alpi, écologie libérale, Greenpeace, Alleanza per il clima, Pro Natura, Iniziativa clima, WWF) auspicano una politica climatica di più ampio respiro che ponga chiaramente l’accento sulle misure in Svizzera. Per i membri dell’Alleanza per il clima rivestono particolare importanza l’efficacia energetica, le energie rinnovabili e la prevenzione delle emissioni di gas serra prodotte da processi non energetici.

ECO SWISS respinge entrambe le varianti e, analogamente a economiesuisse, preferisce portare avanti l’attuale legge sul CO2. SUB non si pronuncia sulla scelta delle varianti e sull’obiettivo di riduzione.

Obiettivi di riduzione e quote estere

6 organizzazioni ambientali (aefu, Iniziativa delle Alpi, Greenpeace, Alleanza per il clima, Pro Natura, WWF) propongono un obiettivo nazionale del 40 per cento, altre 3 organizzazioni (écologie libérale, ffu, Iniziativa clima) del 30 per cento. I membri dell’Alleanza per il clima auspicano obiettivi più severi di quelli dell’UE in particolare nel settore dei trasporti e degli edifici - settori in cui i costi di mitigazione sono bassissimi ma le emissioni svizzere sono elevate. Per quanto concerne la sottovariante proposta ribadiscono che prevede quote estere troppo elevate per poter essere eurocompatibile.

FSAN e pusch vedrebbero di buon occhio un obiettivo complessivo del 30 per cento, con riduzioni che dovrebbero avvenire in buona parte in Svizzera. KlimaBündnis-Städte ritiene necessario un dimezzamento delle emissioni di CO2 entro il 2030.

ECO SWISS chiede una riduzione dell’obiettivo al 18 per cento e un’impostazione flessibile della quota da conseguire con misure all’estero.

4.1.6 Organizzazioni e imprese del settore energetico

Scelta della variante

Delle 26 organizzazioni e imprese del settore energetico che hanno partecipato alla consultazione, 13 (ADER, AEE, Biomasse, BKW, ENERGIE-MODELL, Città energia, FME, FWS, Energia Legno, SVG, Swissolar, SWV, VPE) si sono espresse a favore della variante 1 e contro la 2.

2 organizzazioni (SES, SSES) reputano che la variante 1 proposta non sia sufficientemente pragmatica e sollecitano una politica climatica più ambiziosa.

6 organizzazioni e imprese del settore energetico (swisselectric, AES, Energieforum, CTV, AVIA, ASIG) bocciano entrambe le varianti o non si pronunciano sulla scelta. In linea di massima sono favorevoli a proseguire sulla via delle misure volontarie. UP e SwissOil definiscono il concetto di neutralità climatica convincente nell’impostazione strategica ma criticano l’applicazione pratica perché non sufficientemente ponderata. Ritengono che se non si trova una soluzione valida dal punto di vista tecnicoesecutivo, sia meglio proseguire nei limiti definiti dall’attuale legge sul CO2.

Brandes AG condivide entrambe le varianti, mentre AVES respinge la 1 preferendo la 2 nonostante le critiche mosse all’applicazione.

SIG non si esprime sulla scelta.

Obiettivi di riduzione e quote estere

13//50 274/2006-01959/27/18/I083-1633