Rapporto sui risultati
Consultazione 2008/32: Revisione della legge sul CO2 · 50 pagine
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cklung, pane per i fratelli, noé21, oeku, SKF, Città di Zurigo, SVW) chiedono esplicitamente l’estensione della tassa ai carburanti .
I partecipanti seguenti esprimono invece un parere chiaramente negativo in merito alla tassa sul CO2 riscossa sui carburanti: PPD, 3 organizzazioni e associazioni nazionali (CENTRE PATRONAL, SAB, USAM), 6 associazioni economiche (Handelskammer beider Basel, industria legno, hotelleriesuisse, FST, ASIF, VSIG), 3 organizzazioni del settore energetico (AVES, UP, SwissOil), 9 organizzazioni del settore dei trasporti (ACS, UPSA, ASTAG, auto-schweiz, Cargo Forum, CI, LITRA, FRS, TCS), coop e AQUANOSTRA.
Il PPD chiede una soluzione differenziata per l’imposizione dei carburanti: o si continua con il Centesimo per il clima (i contributi dovrebbero tuttavia servire solo per l'acquisto di certificati) o si introduce una tassa di garanzia.
I partecipanti alla consultazione qui appresso sono contrari alla tassa sui carburanti ma desiderano mantenere la tassa sul CO2 riscossa sui combustibili:
PPD, 2 organizzazioni e associazioni nazionali (SAB, USAM), 5 associazioni economiche (Handelskammer beider Basel, industria legno, hotelleriesuisse, FST, ASIF), un’organizzazione ambientale (ffu), 2 organizzazioni del settore dei trasporti (Cargo Forum, LITRA) e un’azienda (coop).
2 partiti (PLR, UDC), 2 organizzazioni e associazioni nazionali (FER, HEV) e AES sono contrari a qualsiasi tassa sul CO2.
L’UDC equipara la tassa sul CO2 a uno strumento di dirigismo statale: implica una ridistribuzione sostanziale e indebolisce la piazza economica svizzera rispetto alla concorrenza globale. Inoltre, la tassa sul CO2 grava sui contribuenti e indebolisce il consumo, tanto importante in una fase di recessione. In termini analoghi si esprime anche FER.
In alternativa alla tassa sul CO2 SH, PLR, UP, SwissOil, Alleanza per il clima e le Accademie svizzere delle scienze propongono un sistema (globale) cap and trade.
Il PLR sostiene parimenti che le emissioni di CO2 causate dalla mobilità debbano essere tassate al momento del consumo e non dell’investimento e chiedono che la tassa sulle automobili e i veicoli a motore venga inserita nella tassa sugli oli minerali.
5.1.3 Sussidiarietà e strumenti alternativi
Pur non bocciando categoricamente la tassa sul CO2, i seguenti partecipanti alla consultazione sottolineano che la tassa debba avere solo carattere sussidiario e debba essere introdotta solo se le misure volontarie non permettono di conseguire gli abbattimenti auspicati: 2 organizzazioni e associazioni nazionali (CENTRE PATRONAL, economiesuisse), 15 associazioni economiche (AIHK, alu.ch, costruzionesvizzera, cemsuisse, FH, Glasfabriken, IGEB, KSE, SGCI, USM, SWISSMEM, TVS, usic, VSIG, ZPK), 5 organizzazioni del settore energetico (AVIA, Energieforum, UP, SwissOil, ASIG) e 2 organizzazioni del settore dei trasporti (auto-schweiz, FRS).
5 Cantoni (AR, BL, GL, SZ, UR), 2 partiti politici (PEV, PLR), 8 organizzazioni e associazioni nazionali (CENTRE PATRONAL, economiesuisse, FER, FRC, HEV, SAB, USAM, ASI), 20 associazioni economiche, 12 organizzazioni e imprese del settore energetico, 9 organizzazioni e imprese del settore dei trasporti, un’azienda e 7 altre organizzazioni approvano gli strumenti alternativi alla tassa sul CO2.
Dei partecipanti alla consultazione succitati, 2 Cantoni (BL, UR), PEV, 2 organizzazioni e associazioni nazionali (FRC, USC) e sia hanno precisato che gli strumenti alternativi non andrebbero applicati in sostituzione della tassa sul CO2 bensì in aggiunta.
Anche numerosi altri partecipanti hanno risposto che gli strumenti alternativi andrebbero intesi quale complemento alla tassa sul CO2. ll Cantone TI osserva, ad esempio, che l’introduzione di strumenti
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