Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 58 pagine

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proposito, prevedendo unicamente un’attenuazione delle sanzioni. Nella sessione estiva 2010, il plenum del Consiglio degli Stati ha riaffidato il trattamento dell’intervento alla sua commissione.

L’approvazione di questa iniziativa anticiperebbe la decisione di procedere a una revisione più ampia della LCart. L’introduzione di un’attenuazione delle sanzioni in presenza di programmi di conformità finalizzati al rispetto della legge non presenta un notevole onere legislativo, dato che tali attenuazioni sono già possibili secondo il diritto vigente. Il discorso è però un altro per quel che concerne l’introduzione di sanzioni penali contro le persone fisiche: le attuali strutture istituzionali e di diritto procedurale sono poco idonee all'introduzione di pene pecuniarie o detentive per i collaboratori di un’impresa che violano la legge sui cartelli. Si pone dunque la domanda se e come le nuove sanzioni contro le persone fisiche possano essere integrate nell’attuale iter procedurale delle sanzioni amministrative contro le imprese, e se ciò sia possibile senza compromettere l’efficacia degli strumenti attualmente in uso. A tal proposito sono attualmente in corso accertamenti giuridici. In caso di approvazione della mozione dovrebbe essere avviata rapidamente, a causa delle implicazioni istituzionali di ampia portata, una seconda consultazione sulla LCart.

È attualmente all’esame del Parlamento anche l’iniziativa parlamentare Kaufmann (08.443): «Multe contro i cartelli. Rischi per l'esistenza delle imprese». Essa chiede che in presenza di programmi di conformità sia possibile l’esenzione da sanzioni e che siano introdotte pene detentive per i collaboratori che concludono intenzionalmente accordi di cartello ai sensi dell’articolo 5 capoverso 3 con una quota di mercato comune superiore al 30 per cento. Chiedendo l’esenzione da sanzioni, tale l’iniziativa si spinge oltre la mozione Schweiger nella versione del Consiglio nazionale. Il 30 marzo 2010, la CET-S ha deciso di non darvi seguito. La questione sarà ora dibattuta in seno al Consiglio nazionale.

Inoltre, è ancora in sospeso la mozione de Buman (10.3302) «A favore di una vera concorrenza e di prezzi più bassi». Essa chiede una maggior indipendenza dell’autorità decisionale, un potenziamento dell’effetto dissuasivo della LCart, un inasprimento del controllo delle concentrazioni, il sanzionamento delle persone fisiche senza effetti collaterali sugli altri strumenti della LCart, un’accelerazione delle procedure nonché un’intensificazione della collaborazione internazionale. La mozione fa proprie le raccomandazioni di base emanate dal Comitato Concorrenza dell’OCSE nel 2006 in seguito a un esame della politica svizzera in materia di concorrenza. Il Consiglio federale ha proposto, il 4 giugno 2010, di accogliere la mozione.

Infine, va menzionato il postulato CET-N 08.3764 «La situazione economica svizzera e le misure di stabilizzazione», che auspica anch’esso una rapida attuazione di una revisione della LCart.

1.1.6 Sfide da affrontare

Struttura istituzionale