Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 58 pagine
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Progetto in consultazione LCart
Infine, il capitolo 1.2.7 si occupa delle implicazioni di diritto procedurale derivanti dalla revisione qui proposta. Come per le istituzioni, anche nel diritto procedurale si è venuto a creare, nel corso degli anni, un enorme bisogno di riforma. L’introduzione di sanzioni dirette e la contemporanea volontà di limitare il più possibile la durata delle procedure rendono necessaria una revisione di varie disposizioni in materia di diritto procedurale, da conciliare con la riforma istituzionale. Qualora il Parlamento desiderasse introdurre nella legge sui cartelli il perseguimento penale delle persone fisiche, si renderebbero necessarie ulteriori disposizioni. La riforma istituzionale, le possibilità di sanzionamento e il diritto procedurale vanno sempre considerati in correlazione tra di loro e non possono essere riformati senza che si influenzino a vicenda.
In virtù della portata del progetto di riforma, appare indicato prendere in considerazione anche un’attuazione graduale dei singoli elementi che lo costituiscono.
1.2.1 Potenziamento dell’indipendenza istituzionale
Obiettivi
È auspicato un modello istituzionale delle autorità in materia di concorrenza che sia al passo con i tempi al fine di raggiungere i seguenti obiettivi:
- il rafforzamento dell’indipendenza dell’istanza decisionale;
- un’attribuzione possibilmente chiara dei compiti «inchiesta» e «decisione»;
- una compatibilità di base con l’introduzione delle sanzioni dirette contro persone fisiche;
- nei limiti del possibile, l’accelerazione delle procedure fino alla decisione in ultima istanza.
Alla luce dei conflitti di obiettivi illustrati al capitolo 1.1.6, non sembra quasi più possibile attuare queste direttive senza riformare radicalmente l’odierna struttura istituzionale. Mantenere il modello misto costituito dalla Comco e dalla sua Segreteria appare obsoleto. L’OCSE, nel suo esame del 2006 della politica svizzera della concorrenza, e il prof. dott. Carl Baudenbacher nella sua perizia sulla valutazione della LCart, hanno a più riprese ribadito quest’opinione. I casi sempre più complessi rappresentano un onere crescente per un semplice sistema di milizia. Ciò non significa che il sistema attuale non funzioni. Al contrario: nei limiti del possibile funziona bene. Sono tuttavia necessari dei miglioramenti, che possono essere realizzati con un onere sopportabile.
Per quanto concerne le inchieste, dev’essere operativa un’autorità della concorrenza indipendente, efficiente ed autorevole. In presenza di pratiche suscettibili di sanzioni, le decisioni devono essere prese da un collegio giudicante che sia indipendente dall’Autorità della concorrenza e dalla politica, professionalizzato, ma forte della necessaria esperienza pratica. Davanti ad esso deve potersi svolgere una procedura leale e trasparente tra l'Autorità della concorrenza in qualità di parte attrice e la parte convenuta.