Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/101: Modifica della legge federale sui cartelli e altre limitazioni alla concorrenza · 58 pagine
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Progetto in consultazione LCart
I risultati della valutazione, gli interventi parlamentari e gli esiti delle consultazioni evidenziano un notevole bisogno di riforma in ambito istituzionale: nel 1995 la LCart svizzera è stata ravvicinata ai modelli internazionali mediante la definizione di pratiche che presumibilmente eludono la concorrenza e che, di norma, vanno vietate; nel 2003 sono state introdotte le sanzioni dirette, il cui carattere penale è stato nel frattempo specificato in modo chiaro. Nonostante queste modifiche di ampia portata, da allora la struttura istituzionale non è stata praticamente ritoccata. La Comco continua a essere una grande commissione di milizia, non separata in modo chiaro dall’autorità inquirente (la sua Segreteria). Al più tardi con l'introduzione delle sanzioni dirette contro le persone fisiche, come auspicato dalla mozione Schweiger tuttora pendente, l’attuale struttura istituzionale non sarebbe più sostenibile sotto il profilo del principio di legalità.
Le indagini conoscitive hanno evidenziato che una professionalizzazione radicale dell’autorità decisionale mediante la rinuncia agli attuali rappresentanti d’interessi in seno alla Comco andrebbe incontro a una forte opposizione. Alla luce di questo fatto, il Consiglio federale propone un nuovo modello che prevede l’elezione di esperti liberi da interessi di parte e anche forti di esperienze pratiche a giudici di un tribunale indipendente.
Vengono inoltre chiesti un rafforzamento del principio di legalità e un’accelerazione delle procedure. Quest’ultima pretesa è in latente contrasto con la volontà del Parlamento di introdurre sanzioni penali più onerose. Il Consiglio federale intende risolvere questo conflitto di obiettivi ridistribuendo in modo più chiaro i compiti tra le singole istanze, riordinando le procedure e semplificando le vie di ricorso.
In sintesi, l’obiettivo principale della revisione è quello di porre la LCart, con tutti i suoi nuovi strumenti, su una solida base giuridica, di fare in modo che esplichi l'effetto preventivo auspicato e di consentirne l’applicazione rapida ed efficace.
Disposizioni materiali
- In sede di trattamento degli accordi verticali si osservano interpretazioni molto disparate dell’attuale legge e aspettative divergenti. Il presente avamprogetto ne tiene conto, presentando due varianti che garantiscono maggiore chiarezza e che consentono di contrastare la critica mossa nei confronti dell’attuale legge.
- La necessità di rivedere la procedura di opposizione è indiscussa: la soluzione attuale offre troppo poca sicurezza alle imprese che, con nuovi modelli commerciali, intendono effettuare degli investimenti nell’ottica di accedere a un mercato.
- Per quanto riguarda il controllo delle concentrazioni, è indubbio che oggi si creano sovrapposizioni tra le autorità nazionali in materia di concorrenza quando si preannunciano fusioni di imprese internazionali. Tutti gli interpellati auspicano una semplificazione della situazione. Inoltre, sotto il profilo economico il criterio di valutazione attuale ammette un numero troppo elevato di concentrazioni. Mantenere la soluzione attuale, come auspicato da alcune cerchie economiche, comporta rischi economici derivanti da una troppo accentuata concentrazione del potere di mercato.