Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/115: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, secondo pacchetto di misure (revisione 6b) · 133 pagine
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in direzione opposta. A differenza dell'approccio che a tutt'oggi va per la maggiore in Svizzera, questo concetto applicato soprattutto negli USA con il nome di «Supported Employment» individua nel collocamento diretto sul mercato del lavoro primario il passo fondamentale verso la riabilitazione. Questo modello prevede la figura del job coach, incaricato di assistere l'assicurato, se necessario, nella ricerca di un lavoro, ma soprattutto di fornire una consulenza e un sostegno costanti all'assicurato e al suo datore di lavoro durante l'impiego presso una normale azienda. Questo modo di procedere, da un lato, può rafforzare sensibilmente la fiducia nei propri mezzi, la motivazione e la resistenza alla frustrazione della persona accompagnata, dall'altro, può accrescere la comprensione del datore di lavoro e dei colleghi per la sua particolare situazione18.
Grazie non da ultimo all'esecuzione di un lavoro retribuito, il reinserimento nel mercato del lavoro influenza positivamente l'autostima, la qualità di vita e, di conseguenza, la salute. Diverse ricerche condotte negli USA dimostrano che l'approccio «first place, then train» contribuisce all'abbassamento dei costi sanitari e assicurativi, poiché permette di evitare la concessione di rendite o consente perlomeno di attribuire rendite parziali anziché rendite intere. Le prime esperienze fatte con questo modello in Svizzera evidenziano la necessità di coordinare i diversi servizi specializzati operanti in questo settore e di elaborare una base concettuale chiara e uniforme. Diversi studi e progetti pilota sulla riabilitazione mediante l'accompagnamento sul posto di lavoro, ai quali partecipa anche la Clinica psichiatrica dell'Università di Zurigo, parlano chiaro: ai fini dell'integrazione, i provvedimenti a bassa soglia ma in compenso più duraturi incentrati sull'accompagnamento, proprio perché messi a punto di volta in volta in funzione dei problemi di ordine medico e della situazione professionale e sociale della persona accompagnata, hanno maggiori possibilità di successo. Inoltre, sono di gran lunga più convenienti rispetto ai provvedimenti di riabilitazione istituzionali, relativamente standardizzati, che prevedono il collocamento dell'assicurato in un ambiente protetto, in cui egli viene preparato al futuro svolgimento di un'attività lucrativa. La revisione 6b dell'AI intende rafforzare, nell'ambito dei provvedimenti d'intervento tempestivo e d'integrazione dell'AI, il principio dell'accompagnamento a bassa soglia sul posto di lavoro, flessibilizzando a tal fine la durata dei provvedimenti di reinserimento introdotti con la 5a revisione dell'AI.
Attualmente la durata complessiva dei provvedimenti di reinserimento è di un anno, prolungabile in casi eccezionali fino a un massimo di due anni. Spesso, tuttavia, le persone affette da disturbi psichici hanno bisogno di più tempo per la riabilitazione professionale: in tal caso un accompagnamento sul posto di lavoro, malgrado l'orizzonte temporale molto più lungo, è un provvedimento dai costi piuttosto contenuti. Con l'eliminazione del limite temporale attualmente in vigore per i provvedimenti di reinserimento (art. 14a cpv. 3 LAI), gli assicurati possono beneficiare di un accompagnamento sul posto di lavoro distribuito su un lasso di tempo più lungo, strettamente individuale e commisurato alle loro esigenze specifiche.
L'accompagnamento sul posto di lavoro può cominciare in qualsiasi fase del processo AI (consulenza e accompagnamento del datore di lavoro finalizzati all'integrazio-
18 Rössler, W. (2006), Supported Employment. Der Weg zurück in den ersten Arbeitsmarkt.