Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/115: Assicurazione-invalidità - 6a revisione dell'AI, secondo pacchetto di misure (revisione 6b) · 133 pagine

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- una o più volte, all'occorrenza oppure come una vera e propria fase di accertamento effettuata durante un determinato lasso di tempo,

- congiuntamente da diversi specialisti interni dell'AI ed esterni (in particolare specialisti di discipline mediche (medici SMR e medici curanti), orientatori e collocatori professionali, responsabili dell'integrazione, datori di lavoro precedenti e/o attuali).

La valutazione interprofessionale serve, oltre che a esaminare l'idoneità all'integrazione dell'assicurato, ad accertarne i relativi bisogni e a giudicare le possibilità di successo dei provvedimenti d'integrazione. Sulla sua base viene poi pianificata l'integrazione dell'assicurato. Il prodotto della valutazione interprofessionale consiste in un rapporto corredato di un piano d'integrazione, che deve essere accettato da tutte le persone coinvolte. Tale piano definisce le tappe e i provvedimenti concreti previsti ai fini dell'integrazione.

Per gli assicurati affetti da disturbi psichici, un accertamento interprofessionale come quello descritto dovrebbe migliorare sensibilmente le valutazioni dell'idoneità all'integrazione e portare all'adozione di provvedimenti più mirati.

Valutazione e aumento della quota delle rendite parziali rispetto alle rendite intere

Nell'ambito della valutazione interprofessionale, i fatti che possono dare diritto a prestazioni vanno accertati in misura sufficiente dal punto di vista giuridico. La composizione del gruppo di valutazione varia a dipendenza della prestazione o del provvedimento prospettato. Ad esempio, se gli interrogativi riguardano esclusivamente l'integrazione, il coinvolgimento di un medico è, come detto, facoltativo.

Le cose stanno diversamente se, durante la fase d'integrazione, si profila l'eventualità che all'assicurato venga versata una rendita (anche parziale), ad esempio parallelamente al mantenimento del posto di lavoro. In questi casi, per evitare un susseguirsi di accertamenti vari, nel momento in cui appare inevitabile l'esame del diritto a una rendita occorre assolutamente inserire un medico nel gruppo di valutazione, affinché siano eseguiti gli accertamenti medici necessari.

La novità è che gli accertamenti medici devono avvenire in contemporanea e soprattutto in correlazione con l'integrazione. Ad esempio, nel quadro dell'esercizio di un lavoro a titolo di prova, la capacità funzionale dell'assicurato deve essere stabilita sulla base delle attività concrete svolte nell'azienda e tenendo conto del parere del «datore di lavoro». Nel contempo, il coinvolgimento della prospettiva medica può contribuire a ottimizzare l'andamento del processo d'integrazione: l'assicurato può per esempio beneficiare di una consulenza medica che lo aiuti a sfruttare al massimo la sua capacità funzionale nell'ambito dell'attività concreta (adeguamento del posto di lavoro, consulenza di psicologia del lavoro, esercitazione delle capacità sociali dell'assicurato nel gruppo in cui esercita un lavoro a titolo di prova, ecc.). Al termine della fase di valutazione o d'integrazione, i dati minuziosamente raccolti consentono così di decidere rapidamente in merito alla concessione di una rendita (vedi fig. 1).

Concetto di idoneità all'integrazione

Il concetto di idoneità all'integrazione figura già nella LAI e viene utilizzato dalla giurisprudenza. Ciononostante, a tutt'oggi manca una sua definizione legale chiara, rilevante per il compito d'integrazione che l'AI è chiamata ad adempiere.