Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 94 pagine
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spiritose importate, mentre l’aliquota unitaria di imposizione per le bevande spiritose svizzere si è tradotta nell’aumento di 3 franchi per litro di alcol puro6. Il consumo di bevande spiritose è così aumentato, mantenendosi da qualche anno a questa parte a circa 4 litri (effettivi) di alcol per abitante e anno7.
Oggi le bevande spiritose svizzere detengono solo all'incirca il 13 per cento del mercato svizzero delle bevande spiritose, rispettivamente il 3 per cento del mercato delle bevande alcoliche. I motivi alla base di questa diminuzione sono molteplici. Questa evoluzione ha determinato un massiccio mutamento strutturale che permane sino ai nostri giorni. Al momento 10 grandi aziende producono l’80 per cento delle bevande spiritose prodotte professionalmente. Sono soprattutto le piccole aziende che stanno lottando per la loro sopravvivenza.
Il settore delle bevande spiritose svizzero è meno concorrenziale rispetto all’estero per diversi motivi: da un lato fino al 1999 ai distillatori nazionali di bevande spiritose non era permesso distillare cereali. Fino ad allora mancava pertanto una tradizione nazionale nella produzione di whisky o vodka, che attualmente riscuotono un grande successo. Fino al 2005 era inoltre vietata la distillazione di assenzio. Il divieto dell’assenzio affonda le sue origini in un’iniziativa popolare accolta dal popolo e dai Cantoni il 5 luglio 1908.
Dall’altro lato i costi di produzione in Svizzera sono più elevati che all’estero. A ciò si aggiunge il fatto che i Paesi limitrofi favoriscono fiscalmente il settore delle bevande spiritose e lo fanno in parte fruire di garanzie di ritiro della produzione8. I privilegi comparabili sono stati progressivamente ridotti in Svizzera; dal 1999 sono stati completamente abrogati.
Le ciliege, le prugne e le pere sono le materie prime più importanti per la produzione di bevande spiritose. Di queste materie prime si distilla fino al 40 per cento del loro raccolto. La flessione nell’industria della distillazione si ripercuote anche sulla frutticoltura svizzera, con le relative conseguenze per la biodiversità e il paesaggio. Dal 1960 sono scomparsi più di 8 milioni di alberi ad alto fusto. Dei restanti 2,3 milioni circa di alberi ad alto fusto, si reputa che una percentuale vicina al 30 per cento ovvero 800 000 alberi siano in pericolo.
6 Jean-Luc Heeb/Gerhard Gmel/Christoph Zurbrügg/Meichun Kuo/Jürgen Rehm 2003, pagg. 1433–1466.
7 Il consumo pro capite nel periodo di tempo preso in considerazione si è evoluto come segue: nel 1998 era pari a 3,5 litri, nel 1999 a 3,6 litri, nel 2000 a 3,9 litri e dal 2001 si è attestato a 4 litri.
8 Ad esempio in Germania i prodotti distillati possono essere ceduti a prezzi interessanti e in esenzione d’imposta alla «Bundesmonopolverwaltung für Branntwein»; oltre a ciò la Germania accorda eccedenze di rendimento in esenzione d’imposta sino al 40 per cento del rendimento regolare. I piccoli distillatori agricoli che smerciano i loro prodotti in proprio fruiscono inoltre di un’aliquota sull’imposta di consumo ridotta. Cfr. Kastner 2009, pag. 137 segg.