Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 94 pagine

Fedlex · Rapporto esplicativo · Pagina 29Fedlex · Rapporto esplicativo

L’attuale sviluppo del mercato rispecchia sempre meno questa differenziazione motivata dal profilo legislativo: diversi produttori oggi producono vino e bevande spiritose. Anche gli importatori e i commercianti non si limitano quasi più ad un solo prodotto alcolico. Spesso lo stesso commerciante offre vino e bevande spiritose, vino e birra o tutti i prodotti alcolici negli stessi locali. Anche le miscele di bevande mettono in discussione la classificazione delle bevande alcoliche indicata nella legge.

Per le aziende professionali interessate il divario fra realtà e legge comporta che molte autorità fanno riferimento a basi giuridiche diverse e perseguono la propria prassi ciascuna nel proprio settore. Esse effettuano i loro controlli

- ciascuna in tempi diversi,

- con obiettivi diversi o sovrapposti e

- fondandosi su basi diverse.

Una regolamentazione del mercato uniforme, possibilmente applicabile nella stessa misura a tutte le bevande alcoliche, la cui esecuzione spetti ad un unico ufficio, comporterebbe agevolazioni significative per l’azienda interessata.

5.1.3 Imposta sulle bevande spiritose: conflitto latente di obiettivi

L’imposta sulle bevande spiritose si basa sull’articolo 131 capoverso 1 lettera b della Costituzione federale. Si tratta di un’imposta di consumo che è motivata innanzitutto da una politica sanitaria. Non tutte le disposizioni relative all’imposta sulle bevande spiritose riguardano gli interessi di politica sanitaria. Le disposizioni che si prefiggono una riscossione corretta e completa delle imposte sono correlate solo indirettamente. L’entità dell’aliquota d’imposta assume invece un significato rilevante per la politica sanitaria.

La legge sull’alcool non fa questa differenziazione con la chiarezza necessaria.

Probabilmente è per questa ragione che l’imposta sulle bevande spiritose è stata considerata come una «mescolanza schizofrenica» di imposte giustificate dal punto di vista fiscale e non40. «Il piacere del singolo porta alla dipendenza del fisco:

quest’ultimo ha bisogno che un numero probabilmente elevato dei suoi cittadini anno dopo anno continui ad essere schiavo del piacere che presumibilmente si intende contrastare»41.

La legge sull’alcool e le disposizioni relative all’imposta sulle bevande spiritose presentano un conflitto latente di obiettivi. Dal punto di vista della politica fiscale, l’aliquota ottimale d’imposta – segnatamente quella che massimizza l’importo dell’imposta – può casualmente essere identica a quella che sarebbe ottimale nell’ottica della politica sanitaria. Normalmente le due aliquote potrebbero essere diverse. Non è possibile tuttavia fare affermazioni generali su quale dovrebbe essere la più elevata. Il conflitto di obiettivi può palesarsi anche nelle limitazioni del commercio: minori restrizioni del commercio (motivate sotto il profilo della politica

40 Böckli 1975, pag. 43.

41 Böckli 1975, pag. 51.