Rapporto esplicativo
Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 47 pagine
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Inoltre le nuove tecnologie come Internet e la telefonia mobile hanno aperto nuovi canali pubblicitari, di distribuzione e di commercio facilmente accessibili e più veloci.
Con la caduta della cortina di ferro sono entrati nel mercato europeo altri operatori con prodotti nuovi e talora a prezzi particolarmente vantaggiosi. Infine, l’allargamento a Est dell’Unione Europea (UE) ha accelerato l’integrazione di questi mercati nello spazio economico europeo.
In Svizzera, parallelamente a ciò, è cresciuto il benessere della popolazione. Gli orari di lavoro nominali sono calati, mentre il reddito disponibile è cresciuto2, per cui le attività extralavorative hanno assunto una crescente importanza, mentre i beni non di prima necessità sono diventati accessibili a grandi fette della popolazione. Conseguentemente in molti strati sociali anche la scala dei valori è cambiata: mentre prima le attività lavorative godevano di un’alta considerazione individuale e sociale, oggi sono le attività extraprofessionali e quelle accessorie ad aver assunto una crescente importanza. Il cambiamento del sistema di valori e la maggiore accessibilità ai beni non di prima necessità hanno fatto sì che negli ultimi anni il consumo di alcol aumentasse.
Tuttavia si deve constatare che negli ultimi decenni il consumo individuale annuo di alcol puro si è sorprendentemente ridotto. Da 17 anni a questa parte si situa al di sotto di 10 litri a persona, negli ultimi 7 anni addirittura al di sotto di 9 litri. La Svizzera si allinea così al riguardo nella media del consumo internazionale. Questo non significa però che il mercato delle bevande alcoliche – la cui cifra d’affari annua complessiva ammonta a oltre 10 miliardi di franchi – non sia interessato dai cambiamenti economici e sociali sopra illustrati. Al contrario, proprio in questo ambito, ad esempio, l’eliminazione di ostacoli all’importazione di bevande spiritose estere e la parificazione delle aliquote d’imposta delle bevande alcoliche svizzere ed estere nel 1999 hanno causato una profonda trasformazione strutturale.3 Mentre da allora il consumo di bevande spiritose tradizionali svizzere si è nettamente ridotto, le bevande spiritose importate, come whisky e vodka, godono di crescente popolarità.
Ancora oggi il consumo di alcol rappresenta uno dei principali fattori di rischio e di malattia. In Svizzera 2000 casi di morte all’anno sono direttamente connessi al consumo di alcol.4 Ogni giorno sei giovani di età compresa tra i 10 e i 23 anni sono ricoverati in ospedali svizzeri con la diagnosi di intossicazione da alcol.5
Secondo uno studio nel 1998 i costi sociali dell’alcolismo in Svizzera ammontavano a 6,5 miliardi di franchi, che comprendono, oltre ai costi diretti (11 %) e indiretti (22 %), anche i costi immateriali dell’abuso di alcol (66 %).6
Sebbene siano stati fatti dei progressi in alcuni settori, come il calo del numero di incidenti stradali causati dal consumo di alcol, la trasformazione economica e sociale mostra anche i suoi effetti negativi, che si manifestano nel consumo talora eccessivo di alcol in pubblico e nei suoi effetti collaterali indesiderati. Spesso questi
2 Nel 1980 l'orario di lavoro nominale medio ammontava a circa 44 ore, ed è calato fino a raggiungere 41,6 ore nel 2005. Fonte: Ufficio federale di statistica (UST)
3 Alcool in cifre 2009, pagg. 17–22 (opuscolo ottenibile in tedesco e francese)
4 Rehm/Roerecke/Patra (ISGF) 2006
5 Wicki/Gmel (ISPA) 2009
6 Programma nazionale Alcol 2008-2012 (PNA), pag. 25