Rapporto esplicativo

Consultazione 2009/122: Revisione totale della legge sull'alcool: avamprogetto di legge sull'imposizione delle bevande spiritose e di legge sull'alcol · 47 pagine

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contenuto che si possa ritenere ammissibile sotto il profilo della tutela della gioventù.

La sua attuazione compete – oltre alle autorità cantonali – a diverse autorità federali, cosa che può pregiudicare un’organizzazione trasparente da parte delle autorità. La Confederazione attua unicamente le disposizioni della pubblicità imposte dalla legge sull’alcool e garantisce in tal modo un mercato pubblicitario unitario delle bevande spiritose in tutta la Svizzera, mentre i Cantoni attuano le disposizioni della pubblicità previste nella legislazione sulle derrate alimentari. Pertanto, per quanto riguarda la pubblicità della birra e del vino il mercato svizzero, già di ridotte dimensioni, è diviso in 26 mercati (cantonali). Ciò può ostacolare una campagna pubblicitaria per tutta la Svizzera così come il relativo controllo da parte dello Stato.

La situazione risulta ancora più complicata nel commercio delle bevande alcoliche. Le disposizioni sul commercio sono previste sia a livello federale – vale a dire concretamente soprattutto nella legge sull’alcool – sia a livello cantonale. Ai Cantoni compete l’attuazione di tali disposizioni. Le imprese commerciali e quelle di ristorazione attive in tutta la Svizzera nel settore delle bevande alcoliche sono perciò confrontate con 26 regolamentazioni del mercato a livello cantonale e 2 regolamentazioni federali.

2.1.5 Studi sul consumo di alcol tra i giovani

Nel 2009, l’istituto LINK di Losanna è stato incaricato dalla RFA di condurre uno studio14 sull’attuale consumo di alcol tra i giovani. Sono state complessivamente intervistate 2000 persone di età compresa tra i 16 e i 34 anni.

Lo studio presenta quattro categorie di bevande: bevande spiritose, birra e vino nonché altre bevande alcoliche (alcopop, aperitivi, liquori ecc.). Il 95 per cento del consumo di alcol rientra nelle prime tre categorie e il 5 per cento nella quarta. Il consumo di bevande spiritose, in particolare tra i giovani di età compresa tra i 16 e i 19 anni, rimane alto, anche sotto forma di miscele di bevande da essi preparate. La quota di consumo di birra e vino, calcolata sulla quantità, ammonta comunque all’86 per cento. In linea di principio, questa ripartizione del consumo suggerirebbe la necessità di regole unitarie valide per tutte le bevande alcoliche. L’ultima indagine sulla salute in Svizzera (maggio 2009) dimostra, invece, che i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni in confronto consumano più bevande spiritose di altre classi di età.15

I divieti di consegna ai minori di 16, rispettivamente 18 anni non sono sufficientemente rispettati né nel commercio né nel settore della ristorazione. Anche ciò si evince dal menzionato studio LINK. Rimane pertanto opportuno continuare a effettuare controlli accurati.

Nell’ambito dello studio LINK oltre i due terzi dei giovani intervistati di età compresa tra i 18 e i 20 anni hanno ammesso di essere stati sollecitati da minori di 16, rispettivamente di 18 anni ad acquistare bevande alcoliche per loro conto. La metà degli intervistati ha soddisfatto la richiesta dei giovani e ha ceduto loro le bevande alcoliche acquistate. È necessario limitare in modo adeguato questa elusione eviden-

14 Studio LINK 2009

15 Notari/Delgrande/Maffli (ISPA) 2009