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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 16

Disgregazione delle strutture statali: ampie regioni, specialmente nel Medio Oriente, nonché in molte aree dell'Africa e nell'Asia centrale, sono caratterizzate dalla debolezza o dalla disgregazione dell'ordinamento statale, dalla mancanza di diritti e dai conflitti. Questa realtà inibisce lo sviluppo economico, stimola i flussi di profughi e le migrazioni incontrollate, ma anche la criminalità organizzata, il commercio illegale, il terrorismo e la proliferazione. Si tratta di effetti collaterali che fanno assurgere la disgregazione degli Stati a problema di politica di sicurezza e che sono percepibili a grande distanza, anche in Svizzera.

Problemi migratori: la migrazione in quanto tale non è un tema di politica di sicurezza. Sarebbe infatti sbagliato e inammissibile connotarla globalmente come un pericolo o una minaccia. Vi sono però vari nessi con la politica di sicurezza: un afflusso massiccio di profughi6 può mettere in crisi le strutture d'accoglienza e richiedere quindi l'intervento dell'esercito, della protezione civile e del servizio civile per approntare strutture e assistere le persone accolte. Un forte aumento delle entrate illegali potrebbe comportare la reintroduzione di controlli di frontiera sistematici e l'esercito dovrebbe eventualmente essere impiegato per rafforzare la sorveglianza dei confini. Se gruppi della stessa nazionalità si concentrano in determinate zone, sussiste il rischio che si formi un ghetto, con conseguenze negative per la sicurezza pubblica. Le caratteristiche culturali e le difficoltà d'integrazione possono avere un effetto polarizzante sul piano della politica interna. Infine, le attività politiche di gruppi etnici stranieri possono ostacolare i rapporti tra la Svizzera e il rispettivo Paese d'origine.

Cambiamento climatico: è opinione diffusa che il clima globale stia cambiando. Sussistono però delle divergenze riguardo all'entità e alla velocità, nonché all'influsso diretto esercitato dalla civilizzazione umana. In Svizzera, il cambiamento climatico aumenta il rischio di catastrofi naturali. I timori riguardo al fatto che il nostro Paese o altre regioni alpine possano diventare oggetto di aggressioni a causa delle loro riserve idriche sono poco realistici a lungo termine, in quanto tali aggressioni dovrebbero avvenire per opera di uno Stato confinante, o perlomeno attraverso di esso, e inoltre il trasporto verso le potenziali zone colpite dalla siccità risulterebbe estremamente oneroso a causa delle lunghe distanze. Sul piano internazionale, il cambiamento climatico intensifica i conflitti per le risorse, comporta la perdita di superfici sfruttabili e edificabili e grava sulle strutture statali. Ciò stimola a sua volta una radicalizzazione politica e contrasti internazionali per quanto riguarda la simmetria dei sacrifici nella lotta contro il cambiamento climatico e, non da ultimo, anche la migrazione indotta da motivi ambientali. Il cambiamento climatico e l'impegno della Svizzera per ridurre e rallentare il riscaldamento del clima nonché mitigare le relative conseguenze, rientrano nella sfera di competenza primaria della politica ambientale.

Pandemie: le pandemie mettono direttamente in pericolo la salute della popolazione e costituiscono una realtà ciclica (negli ultimi anni la SARS, l'influenza aviaria e l'influenza H1N1). Tradizionalmente la gestione della lotta contro le pandemie non è attribuita alla politica di sicurezza, bensì alla politica sanitaria. Questo principio sarà mantenuto nell'interesse dell'efficacia e dell'efficienza. Le pandemie possono tuttavia compromettere temporaneamente il buon funzionamento dello Stato, dell'economia e della società

6 Nell'ambito della migrazione, i profughi sono una categoria particolare; sono vittime di una migrazione forzata.