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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 30
nel suo contesto. La collaborazione dell’esercito con Paesi limitrofi è ormai consolidata, per esempio nell’istruzione militare o nel servizio di polizia aerea. Nell’ambito della protezione della popolazione, per l’aiuto reciproco in caso di catastrofi esistono degli accordi con tutti gli Stati vicini. L’Accordo di polizia tra Svizzera e Germania è un accordo che funge da modello per la collaborazione con altri Paesi e che va chiaramente oltre le possibilità offerte dai trattati multilaterali come, per esempio, la Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen.
Nel caso della collaborazione multilaterale, invece, la Svizzera si concentra in primo luogo sulla cooperazione nel quadro dell’ONU, con l’UE e con la NATO (nell’ambito del Partenariato per la pace). Mentre, in qualità di Stato membro, la Svizzera è impegnata in tutte le attività dell’ONU in materia di politica di sicurezza (promozione civile della pace, disarmo, osservatori militari, misure d’embargo ecc.), soprattutto attraverso la politica estera, con l’UE e con la NATO finora ha collaborato soltanto in modo puntuale e in riferimento a singoli temi. È nell’interesse della Svizzera partecipare in futuro più intensamente in particolare alla produzione della sicurezza comune in ambito europeo. Grazie alla sua ampia gamma di strumenti militari e civili, l’UE persegue una politica di sicurezza globale senz'altro conforme alle necessità e alle possibilità della politica di sicurezza svizzera. La forma di collaborazione multilaterale di gran lunga più importante è la partecipazione attiva della Svizzera agli accordi di Schengen. La Svizzera è infatti parte integrante di un sistema di controllo e di ricerca in materia di polizia esteso a tutta l’UE e in continuo sviluppo.
Inoltre, la Svizzera partecipa anche a impieghi civili e militari di promovimento della pace condotti dall’UE o dalla NATO e all’acquisto di armamenti in settori specifici. La collaborazione nel quadro del Partenariato per la pace avviene in modo tale da consentire a ogni Stato di decidere i temi e l’entità della propria collaborazione con la cinquantina di Stati partecipanti. La Svizzera continua a partecipare al Partenariato secondo le modalità applicate finora: partecipa al dialogo regolare sui problemi di politica di sicurezza nell’area euro-atlantica, appoggia progetti volti a democratizzare e a modernizzare le forze di sicurezza dei Paesi dell’Europa orientale e sudorientale, del Caucaso meridionale e dell’Asia centrale e partecipa a esercizi e corsi per migliorare le proprie capacità in vista della partecipazione a impieghi d’appoggio all’assistenza umanitaria e di promovimento della pace.
5 Strumenti della politica di sicurezza
La politica di sicurezza è un compito trasversale. In ultima analisi, tutti i settori della politica contribuiscono, con varia intensità, alla sicurezza e sono responsabili delle misure nel proprio ambito. Gli strumenti della politica di sicurezza possono combattere efficacemente minacce e pericoli, ma per lo più soltanto se sono interconnessi. La politica di sicurezza deve quindi provvedere, oltre che all'ulteriore sviluppo dei singoli strumenti, anche a garantire e ottimizzare la loro efficiente collaborazione. Ciò rappresenta l'obiettivo della «Rete integrata Svizzera per la sicurezza».
51 Politica estera
La politica estera rappresenta uno dei settori essenziali della politica di uno Stato, esattamente come la politica di sicurezza. La politica estera e la politica di sicurezza hanno stretti collegamenti trasversali e sovrapposizioni: la politica estera fornisce contributi importanti per una politica di sicurezza efficace, così come la politica di sicurezza forni-