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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine
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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 32
rezza durature. Affinché una società possa funzionare senza violenza, i diritti umani e i diritti fondamentali elementari quali il diritto alla vita, alla salute o la libertà d'opinione devono essere garantiti. La violazione sistematica di questi diritti fondamentali è tuttavia ancora molto diffusa ed è spesso sia causa sia conseguenza di conflitti. A lungo termine, la pace e la sicurezza possono essere raggiunte soltanto in una comunità di Stati che anche all'interno dei propri confini rispettano i diritti umani e le libertà fondamentali, riconoscono il primato del diritto sull'arbitrio politico e sottopongono il potere politico al controllo democratico. La promozione del rispetto dei diritti umani non rispecchia soltanto una lunga tradizione svizzera; essa corrisponde anche a un nostro interesse in materia di politica di sicurezza. Non si tratta di un'interferenza negli affari interni di altri Stati, poiché i diritti umani sono una componente del diritto internazionale riconosciuta a livello mondiale.
La Svizzera impiega mezzi politici, diplomatici, giuridici ed economici per migliorare il rispetto dei diritti umani o lottare contro le violazioni. La politica estera si impegna segnatamente per
– la tutela e la promozione dei diritti umani elementari, in particolare impegnandosi
contro la tortura, la discriminazione razziale e la pena di morte;
– la protezione di gruppi particolarmente vulnerabili, quali i bambini, le donne, le
minoranze o i detenuti;
– una politica economica e aziendale conforme ai diritti umani.
La politica svizzera in materia di diritti umani dispone di diversi strumenti, quali il dialogo con determinati Paesi e azioni coordinate in forum multilaterali come l'ONU, il Consiglio d'Europa o l'OSCE, oppure il sostegno ai diritti umani mediante progetti di promozione della pace o di cooperazione allo sviluppo.
513 Diritto internazionale umanitario
Il diritto internazionale umanitario, ossia l'insieme delle regole miranti al rispetto e alla protezione della persona umana nei conflitti armati, riveste da lungo tempo un'importanza particolare nella politica della Svizzera. Spesso, in politica estera è considerata parte integrante dell'identità svizzera. Al di là dell'interesse per la tutela dei valori morali fondamentali, l'impegno del nostro Paese a favore del diritto internazionale umanitario è strettamente connesso al mantenimento della pace e della sicurezza internazionale. È nell'interesse proprio di ogni Stato che, in un conflitto armato, il comportamento delle forze armate sia regolato in modo tale da garantire un rispetto minimo dell'individuo. La violazione massiccia e sistematica di queste regole conduce a una brutalizzazione reciproca della condotta del combattimento e a una pericolosa spirale di violenza della quale è in primo luogo vittima la popolazione civile. Inoltre, vi è un elevato rischio che il conflitto destabilizzi anche gli altri Stati a causa dei flussi di profughi che genera. Il fatto che i crimini di guerra possano restare impuniti porta in sé il germe di nuovi conflitti e nuove violazioni del diritto internazionale umanitario.
L'evoluzione attuale pone il diritto internazionale umanitario di fronte a nuove sfide. Attualmente, la maggior parte delle guerre sono condotte all'interno degli Stati. In questi casi si trovano spesso di fronte eserciti regolari, ribelli e altri attori violenti, e nel mezzo vi è la popolazione civile, che subisce più di tutti le conseguenze della violenza. Si tratta di conflitti per i quali il diritto internazionale umanitario, originariamente sviluppato per