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Consultazione 2010/14: Rapporto del Consiglio federale all'Assemblea federale sulla politica di sicurezza della Svizzera · 89 pagine

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RAPOLSIC: Progetto, 14 aprile 2010 Pagina 31

sce contributi alla politica estera. Una parte della politica estera è politica di sicurezza e una parte della politica di sicurezza è politica estera.

In seguito all'aumento di minacce e pericoli di carattere non militare, in molti casi transfrontalieri, l'importanza della politica estera nell'ambito della politica di sicurezza è cresciuta. La politica estera dispone di diversi strumenti per promuovere la stabilità, la pace e la sicurezza nelle regioni interessate da conflitti e crisi e quindi anche per rafforzare la sicurezza della Svizzera in un mondo globalizzato e interconnesso.

511 Promozione civile della pace

Il carattere dei conflitti è cambiato. È sempre più difficile distinguere tra attori armati statali e non statali. Nei conflitti sempre più raramente si affrontano le forze armate regolari di due o più Stati, come era il caso nelle guerre tradizionali. Per lungo tempo la priorità è stata data alla sicurezza dello Stato, dei suoi confini e delle sue istituzioni. Oggi nei conflitti è sempre più spesso prioritaria la protezione dell'individuo. Ciò trova espressione nella nozione di «sicurezza umana». L'elemento centrale è costituito dalla protezione e dall'integrità fisica della persona e sia gli Stati sia gli attori armati non statali dovranno essere indotti ad attenersi a regole di base quali il rispetto delle Convenzioni di Ginevra e di determinati principi dello Stato di diritto (per quanto riguarda le forze armate, la polizia e la giustizia) o la proibizione delle mine antiuomo.

La convivenza pacifica dei popoli è uno dei cinque obiettivi della politica estera svizzera. Essa sostiene pertanto le parti in conflitto nella mediazione e nel consolidamento della pace e si impegna a favore della prevenzione della violenza armata. Concretamente la promozione civile della pace comprende:

 i buoni uffici, ossia mette a disposizione mediatori imparziali e logistica per trattati-

ve in Svizzera o sul posto;

 i programmi per l'elaborazione civile dei conflitti, che consiste nel promuovere la

consapevolezza dei diritti umani e della democrazia, eliminare il problema delle mine antiuomo, risocializzare i soldati o elaborare il passato bellico;

 l'invio di esperti, ad esempio per monitorare le elezioni o sviluppare strutture dello

Stato di diritto (questioni costituzionali, riforma della polizia);

 il lancio di iniziative diplomatiche, per esempio per la proibizione delle mine anti-

uomo o per il controllo delle armi leggere.

Per impieghi nell'ambito del monitoraggio di elezioni e della consulenza alla polizia o per questioni costituzionali e dello Stato di diritto, la Svizzera può ricorrere a un pool di esperti per la promozione civile della pace comprendente circa 600 esperti volontari a disposizione per impieghi a tempo determinato in regioni in conflitto. Altri strumenti che forniscono contributi a favore della promozione civile della pace su mandato della Svizzera sono i centri ginevrini fondati e sostenuti finanziariamente dal nostro Paese: il Centro ginevrino di politica di sicurezza, il Centro internazionale per lo sminamento a scopo umanitario e il Centro per il controllo democratico delle forze armate.

512 Politica dei diritti umani

In generale, il rispetto dei diritti umani, lo Stato di diritto e una gestione governativa corretta rappresentano per ogni Paese premesse indispensabili per una pace e una sicu-